ADE

Buongiorno mondo!

Come promesso rieccomi per presentarvi il grande:  ADE o PLUTONE(roma)

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divinità greca, terzo figlio di Crono e di Rea, signore degli Inferi, noto più comunemente con il nome di Plutone. La parola Hades con ogni probabilità significava “l’invisibile” o “colui che rende invisibili”, in contrasto con Zeus che significava “luce del giorno”. Da lui si chiamò “casa di Ade” o semplicemente Ade il regno degli Inferi. Era rappresentato con la testa rivolta indietro, perché, come dio della morte che faceva scomparire ogni essere vivo, rendendolo invisibile, non si doveva contemplare.
I Greci lo consideravano una divinità fredda che applicava le regole del suo regno a tutti senza discriminazione alcuna, ma non lo ritenevano malvagio, né satanico o ingiusto. I morti erano pure ombre che vagavano per sempre nel Tartaro, continuando a dedicarsi a ciò a cui si erano dedicati durante la vita. Nella Prateria degli Asfodeli si riunivano coloro che non erano stati né virtuosi né malvagi, nel Tartaro i malvagi e nei Campi Elisi i virtuosi. Guidate da Ermete le ombre dovevano pagare un obolo a Caronte perché li traghettasse sull’altra riva, e il mostruoso Cerbero badava che non cercassero mai di fuggire. Raggiunta l’altra riva incontravano i giudici dei morti: Minosse, Radamanto ed Eaco. Ma il giudizio finale aveva poca impportanza poiché non era altro che la comclusione naturale di quel che era accaduto in vita, e la maggior parte delle ombre si fermava nella Prateria degli Asfodeli per sempre.

PLUTONE:

figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e di Poseidone e quindi uno dei tre padroni che si divisero il comando dell’Universo dopo la vittoria sui Titani. Mentre Zeus otteneva il Cielo e Poseidone il Mare, Plutone diveniva signore del mondo infernale e chiamato perciò Ade. Il nome Ade significa l'”Invisibile” e veniva usato il meno possibile, poiché era considerato poco augurale. Si usavano invece eufemismi come Plouton, Plutone (il “Ricco”), alludendo alla ricchezza della terra, sia della terra coltivata, sia delle miniere ch’essa cela. Plutone è spesso rappresentato mentre tiene un corno dell’abbondanza, simbolo di quella ricchezza. In Omero va famoso per i cavalli del suo cocchio, sul quale trasporta le anime dal mondo nell’Erebo. Come dio delle profondità e degli abissi, lo si considerava benefico, perché dalle profondità della terra proviene la ricchezza, e talora veniva identificato con Pluto.
Tuttavia non fu mai una divinità popolare presso i Greci: intorno a lui si formò, relativamente tardi, un solo mito, ed è quello del rapimento di Persefone; scarsamente diffuso era il suo culto e scarsissime le rappresentazioni artistiche. Plutone è conosciuto dai Romani col nome di Dite (da dives = ricco)



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Katrine.P

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