AFRODITE

Ecco come promesso!

AFRODITE O VENERE (per roma)

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dea greca dell’amore, della bellezza, della fertilità, cui corrisponde la Venere romana. Il significato del nome è molto incerto. I Greci, come Esiodo, lo derivano da Afros, la schiuma, dalla quale nacque, emergendo dalla schiuma del mare, fecondato dai genitali di Urano presso Citera o presso Cipro e portata a terra nell’una o nell’altra isola sopra una conchiglia. Quando Afrodite raggiunse la riva, fu accolta da Eros (Cupido) e forse da altre divinità, mentre al suo passaggio dal suolo sbocciavano fiori. La dea era chiamata Anadyomene (“colei che esce dal mare”) e Cypris (“la cipriota”).
Afrodite era moglie di Efesto, ma non gli era fedele. Omero racconta che Elio (il sole) avrebbe informato Efesto dell’adulterio di sua moglie con Ares; Efesto colse i due, nudi, nel suo letto nuziale e li imprigionò finché Poseidone non propose una riconciliazione, Dagli amori di Ares e Afrodite nacquero Deimo e Fobo (il terrore e la paura) e Armonia, che a Tebe sposò Cadmo; anche Eros sarebbe loro figlio; ma, secondo altri, Eros apparve sulla terra ancor prima della nascita dei grandi dell’Olimpo. Per punirla di aver schernito gli immortali, Zeus la fece innamorare di un mortale, Anchise. Afrodite ebbe numerose avventure con gli altri dei: dal suo amore con Dioniso nacque Priapo, la divinità fallica, e con Poseidone generò Erofilo. Respinse invece le proposte di Ermete, ma Zeus gli venne in aiuto mandando la sua aquila a rubare il sandalo di Afrodite e poi consegnandoglielo. Per riaverlo, la dea passò la notte con lui e dalla loro unione nacque Ermafrodito, creatura dal doppio sesso.
Afrodite aveva il potere di far innamorare tutti gli dei, o di suscitare in loro un’intensa passione, eccezion fatta per Atena, Artemide ed Estia. Quando Era volle sedurre Zeus per fargli dimenticare la guerra di Troia, indossò la cintura di Afrodite, che rendeva irresistibile chiunque la portasse.
Afrodite amò teneramente Adone a causa del quale litigò con Persefone. Quando Adone fu ucciso dal cinghiale, Afrodite fece nascere dal suo sangue gli anemoni rossi. Amò anche alcuni mortali, tra i quali Anchise, con cui generò Enea, e aiutò gli uomini a realizzare i loro amori. La leggenda più importante che la riguarda è quella del giudizio di Paride, che è all’origine della guerra di Troia. Durante le nozze di Teti e di Peleo, Eris (la Discordia) lanciò in mezzo agli invitati una mela d’oro, sulla quale era scritto: “Alla più bella”.
Era, Atena e Afrodite rivendicarono tutte e tre questo titolo e allora Zeus incaricò Paride, il più bello tra gli umani, della decisione. Tutte e tre le dee cercarono di corrompere il giovale, che decise di attribuire la mela d’oro ad Afrodite che gli prometteva l’amore della più bella tra le donne.
Tra gli altri mortali ai quali Afrodite venne in aiuto, troviamo Milanione (o Ippomene) che voleva conquistare Atalanta; Giasone, che aveva bisogno dell’amore di Medea; Paride, che protesse non solo al momento del rapimento di Elena, ma anche negli anni successivi; inoltre fece innamorare Didone di suo figlio Enea. Viceversa puniva gli dei e i mortali che la offendevano o che si vantavano di esserle superiori: la madre di Mirra e le sue tre figlie; Glauco, che fu divorato vivo dalle sue giumente perché non voleva che facessero razza; Pasifae, la moglie di Minosse, re di Creta, che si innamorò d’un toro e diede alla luce il Minotauro; le donne di Lemno, che trascuravano il suo culto e che punì facendole sentire di un odore talmente disgustoso che furono abbandonate dai mariti. Le guarì da questa afflizione soltanto all’arrivo degli Argonauti e su preghiera di Efesto.
Fu inoltre particolarmente crudele verso il figlio di Teseo, Ippolito, che disprezzava la passione amorosa. Fece disperatamente innamorare di lui Fedra, la sua matrigna. Quando si vide respinta, Fedra raccontò allo sposo, Teseo, che il giovane aveva tentato di violentarla, quindi si impiccò. Teseo allora cacciò in esilio il figlio e lo maledisse e Ippolito morì poco dopo di morte violenta.
Afrodite si vendicò anche della musa Clio, che la scherniva per la sua passione per il mortale Adone, facendola a sua volta innamorare di un mortale, Piero. La musa Calliope, che fu giudice tra Persefone e Afrodite, nel corso della contesa a proposito di Adone, fu punita con la morte di suo figlio Orfeo.
Per castigare Eos (“l’aurora”), che aveva ceduto ad Ares, suo amante, la fece innamorare di due giovani mortali, Cefalo e Titone. Per vendicarsi di Elio, che aveva svelato a Efesto la sua avventura con Ares, Afrodite lo fece innamorare di Leucotea. Una volta però un mortale riuscì ad avere la meglio su di lei e Afrodite fu obbligata ad abbandonare il campo di battaglia di Troia, ferita da Diomede.

Venere per roma:

dea italica simbolo della primavera, dei fiori e dei giardini. Il suo culto coincide con quello della greca Afrodite. La storia del figlio di Enea, dei suoi vagabondaggi e della nuova città che fondò in Italia la rese molto importante per i Romani e divenne la protettrice della gente Giulia a cui appartenevano Augusto e i suoi successori, perché discendevano da Giulio, figlio di Enea e quindi nipote della dea. Fu Venere ad aiutare Enea nella fuga da Troia in fiamme e a proteggerlo da Giunone. Fece in modo che Didone, regina di Cartagine, si innamorasse di lui e gli desse rifugio. Lo aiutò anche nella battaglia finale contro Turno, rimettendo la lancia che era finita su un albero nelle sue mani perché potesse combattere.

 

KaTrInE ❤

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