GIOCO DI INTUIZIONI ( capitolo 2 )

LA CINQUANTACINQUESIMA STRADA

Era un sabato mattina molto piovoso e in mancaza di fare altro decise di occuparsi della faccenda che da giorni aveva preso posto nei suoi pensieri più di ogni altra cosa. Venire a capo di quello che era successo e i perchè aveva dovuto prenderle il cellulare quando niente andava a discapito del poveretto che sarebbe potuto morire. Quindi tutto le faceva pensare che se l’avesse dato alla polizia molto probabilmente avrebbe messo alla luce cose che voleva venissero sepolte e cose che lo avrebbero compromesso. Quindi cercò su internet tutti i modi per rintracciare dal gps un cellulare perso ma non aveva niente che doveva avere per fare tutte le mosse complicate che solo un aker avrebbe potuto fare. Così chiese all’unica persona che conosceva ad essere abbastanza bravo nel suo lavoro di informatico ovvero l’ex fidanzato di sua sorella Matty il solito   cervellone che tutti conoscevano  con il nome di secchione matty. Doveva semplicemente dire la verità che aveva dimenticato il suo cellulare in un posto però non si ricordava dove si è vero non proprio tutta la verità ma comunque una buona parte ed essendo brava nel suo modo di divagare i discorsi se la cavò con poche domane da parte del cervellone. Lui le disse che non era sicuro ma si trovava nei pressi della cinquantacinquesima strada di new york e le chiese del perchè si trova in posti così oscuri di new york lei divagò dicendo che c’era andata con una sua amica in un negozio di fumetti specializzato in quello che cercava lei ovvero un vecchio numero di manga il che non era poi così inventato dato che  una sua amica cercava quei fumetti. Il problema ora stava nel trovare il modo di assentarsi di casa per così tanto tempo ma si sarebbe anche questa volta inventata qualcosa, il vero problema era arrivarci e andarci da sola però era consapevole del fatto che nessun’altro doveva sapere di quella storia oppure non avrebbe mai avuto le informazioni che desiderava! Chi glielo faceva fare di avventurarsi in quella zona ? una ragazza nelle strade più pericolose di new york il bello è sapere come andrà a finire. Si stampò una mappa e i numeri di tutti i pulman che si dirigevano nella zona e scoprì che c’e n’erano più di quanti se ne immaginava. Partì da casa dicendo che andava a trovare un amica che guardacaso si trovava nella zona di new york più lontana in cui i suoi genitori sapevano avesse amiche. Il convincere i suoi genitori era stato più difficile del solito e si ritrovò a dover ricordare più balle di quante si ricordava di aver detto. Partì con l’autobus numero 18 e ci viaggio fino al capolinea quanto era già sera. Ovviamente non si era dimenticata di portare nel suo zainetto torce,pile, cibo, acqua e cellulare di riserva con carica fino a 10 euro + caricatore già si era attrezzata come meglio spaeva fare vedendo molti film polizieschi e dell’horror.Scese e si ritrovò sotto la pioggia una cosa fondamentale che in un giorno di pioggia era riuscita a dimenticare anche avendo visto molti film ma era il meno visto il luogo in cui una ragazzina non dovrebbe mai mettere piede e quasi si malediva per quella sua grande iniziativa , agli angoli delle strade c’erano più prostitute che negozi d’armi che in quelle zone non mancavano di certo , tutti la guardavano e lei ovviamente sapeva cosa si stavano chiedendo ma la cosa la irritava comunque e la spaventava pure sarebbe stato molto meglio se avesse portato qualcuno ma cercò di non pensare a niente e continuare ad affidarsi all’istinto anche se fin’ora l’aveva fatta andare in mezzo a fin troppi guai ma era di certo meglio della paralizzante paura che l’avrebbe di sicuro presa se non si fosse data una mossa ad arrivare… Già a un certo punto si ricordò che non gli aveva dato alcun indirizzo ma soltanto una stupida via era come cercare un ago in un paglialio e in uno di quei pagliali dove e meglio stare alla larga! Fece incontro di drogati,ubriaconi ,barboni e chi più ne ha più ne metta . Ovviamente il cervellone aveva pensato che data la via si sarebbe ricordata da sola dove lo aveva messo peccato che era tutta una balla e ora era si ritrovava in un posto da cui era improbabile un ritorno e senza niente in mano in pratica l’ideale. Decise allora di tornare indietro ed evitare di inoltrarsi per quelle vie quella sera aveva sfidato la sorte più del dovuto e non le sembrva il caso di andare oltre. Ritornò sui suoi passi e lo vide stava entrando in un bar e non poteva farsi perdere l’occasione così si mise a correre e lo raggiunge prima che netrò lo bloccò lui era stupito quasi spaventato dalla visione della ragazza ,era rimasto immobile e non sapeva cosa dire anche se da dire ci sarebbe stato molto! La ragazza lo scosse e lui si ripresa e il suo viso cambiò espressione era iù arrabbiato e questo preoccupò la ragazza. Lui disse : <Cosa ci fai qua katrine?> lei rimase spiazzata come faceva a sapere il suo nome lei ricordava bene di non averglielo mai detto di certo si era informato. < Come fai a sapere il mio nome ? > le chiese lei. <beh mi sono informato sulla mia salvatrice era il minimo doverti almeno proteggere> < cosa vuol dire proteggere ? da chi ? perchè? devi dirmi qualcosa !> sbottò lei < ti ho già detto fin troppo ho sbagliato ieri a venire da te e tu non dovresti stare in un posto come questo te ne devi andare subito ed è meglio per te se dimentichi tutto> lei replicò dicendo che ormai doveva sapere si era spinta così in la che non poteva più referenare il suo senso di curiosità e ora c’era di mezzo pure la sua sicurezza quindi doveva sapere. Intanto il ragazzo la trascinò via dal locale e la riportò davanti alla fermata degli autobus dove le disse: < Per quale motivo ti sei spinta fin qua? ora ti riporto a casa ma devi promettere che non mi cercherai mai più e come hai fatto a trovarmi? le disse < 1 mi ridevi il cellulare 2 non posso promettermi niente ora che nè va della mia sicurezza devo sapere più di prima non è più solo semplice curiosità 3 ti ho trovato tramite gps dimmi che non sono un ottima investigatrice > lui le sorrise ma rimase in silenzio. Arrivato l’autobus e presi i posti riprese a parlare e le disse che doveva cancellare e non guardare il video che ha fatto. < così però accresci la mia curiosità non ti sembra ?> rispose lei. Già ma devi sapere che lo faccio per te in un certo senso mi hai salvato la vita e ti devo la mia protezione. < Come hai scoperto chi sono ? > gli chiede < Ho molti informatori che mi devono più favori e sono piuttosto conosciuto per le strade ma non è ancora il caso che tu sappia chi sono e forse non lo saprai mai e ti prego di non chiedermi il perchè non ti potrei dire altro. Per quella sera si arrese .Ma le loro strade si sarebbero reincontrate prima di quanto si immaginassero.

Katrine Petrova

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