GIOCO DI INTUIZIONI

TUTTO EBBE INIZIO

Lei era una ragazza come tutte le altre aveva una famiglia, viveva a new york e stava per finire la prima superiore con tutti i casini e le pressioni di sempre. Aveva un sogno un giorno sarebbe diventata una poliziotta o qualcuno di simile in quell’ambiente di indagini e intuizioni. Però la strada era lunga e l’inizio non era prospetto si semplicità si aveva buoni voti e voleva laurearsi in criminologia però la scuola (economia )che aveva scelto non era l’indirizzo più giusto , però nient’altro sembrava esserlo. Lei andava avanti tutti i giorni : si alzava prendeva e andava a scuola non aveva un ragazzo ma amava vedere film era ben voluta da tutti simpatica ma non amava uscire molto. Tuttavia una sera decise di uscire da sola a prendere una boccata d’aria cosa insolita per lei che avrebbe sfruttato il momento per finire di vedere qualche episodio delle sue serie televisive preferite però quella sera i suoi erano usciti e lei sempre stranamente si annoiva . Forse quella sera era destino che uscisse frose era destino che qualcosa cambiasse. Faceva freddo e fece qualche passo sù e giù pochi minuti e si era detta che sarebbe rientrata dato che la zona non era  delle migliori .Sentì un colpo forte si era spaventata e sarebbe sicuramente tornata in casa di corsa se la curiosità del momento non l’avesse spinta a retrocedere. Così a passo felpato si mise su il cappello della felpa e corse in direzione del rumore. Arrivata vicino all’angolo dove sentiva delle voci vide a terra un uomo in divisa militare e altri due con una pistola in mano che farneticavano su qualcosa di andato storto. Sinceramente se ne sarebbe andata alla svelta ma pensò che se voleva diventare il poliziotto questa era la prova che doveva superare per se stessa e per capire se era quello che avrebbe voluto fare ,davvero ,per tutta la vita. Ma cosa fare in un momento come quello ? Prese il cellulare e iniziò a riprendere la scena lo lasciò li per terra e intanto andò a prendere qualcosa per difendersi anche se contro una pistola difficilmente l’avrebbe avuta vinta. La situazione stava degenerando  e doveva  assolutamente fare qualcosa; così prese un sasso e lo tirò in tesa al primo con la pistola mettendolo in allarme ma la cosa servì solo a mettere fretta al lavoro che stavano facendo. Uno dei due andò nella direzione della ragazza per controllare chi era stato a lanciare il sasso. E si incrociarono. Lui urlò all’amico che avevano compagnia e la ragazza incominciò a correre quando però venne esortata a restare ferma se non voleva essere trapassarta da un proiettile. Si, si era messa in un casino con le sue mani e solo dio sa cosa saebbe successo se il tizio vestito da militare non avesse disarmato il secondo e ucciso il primo. La ragazza rimase un attimo scioccata da tutto quello che era successo e l’uomo l’aveva ringraziata. Dopodichè lui scappò lasciandola lì e assicurandosi che stesse bene e che sapesse ritornare a casa lei aveva annuito ma inconsciamente perchè non sapeva cosa fosse accaduto realmente. Una volta ritornata a casa si era ripromessa che avrebbe ripensato a tutto quello che era accaduto e sarebbe arrivata a una conclusione. Ma forse sperava in troppo perchè da lì nè sarebbero successe di cose strana e che gli avrebbero stravolto la vita. Il mattino seguente pensava che tutto fosse un sogno era andata a letto e non aveva più ripensato a quello che era successo e come se ogni parte del suo cervello dicesse che quello che gli era capitato non era successo vermente ma era meglio dimenticare e pensare che era tutto un sogno. Andò a scuola come ogni mattina però sentiva che qualcosa gli era sfuggito. La giornata passo normalmente. Al ritorno davanti al portone di casa si fermò e si guardò intorno come alla ricerca di qualcosa o di qualcuno. Come se sapesse che qualcuno la seguiva. Decise di andare avanti e di fermarsi dietro all’angolo del muro non c’era nessuno però sapeva che qualcuno la seguiva e lo attendeva lì. Si non era sicuro correre e andare in qualche posto isolato chiunque fosse l’avrebbe affrontato lì i sicura che qualcuno  prima o poi sarebbe passato  e l’avrebbe aiutata se le cose peggioravano. Vide l’ombra di qualcuno arrivare il cuore incominciava a battere sempre più forte le gambe a tremare non sapeva cosa fare ormai era troppo tardi per tornare sui suoi passi. Per la seconda volta si ritrovò davanti un volto che conosceva sapeva di conoscere. Gli venne un dejavu e ricordò  tutto ,della sera prima , sicura che non era stato un sogno. L’uomo non si decideva a parlare e lei stava li immobile incerta sul dafarsi. Così disse :< S.. sii? > lui rispose < Cosa ricordi della sera precedente?>  lei disse: <In pratica niente >  < Non mi mentire so che hai sentitp più di quanto dovevi> lei rispose a tono : <NO! non so cosa sia successo e perchè e successo so solo che lei era a terra e che le stavano per spare io mi trovavo lì per caso> Lui continuava a guardarsi attorno come se lo stessero inseguendo e non sapeva quando sarebbero arrivati. < La stanno i nseguendo?> ripresa la ragazza? < No dimentica tutto , noi non ci siamo mai incontrati e non raccontarlo a nessuno.> Non fece in tempo a replicare che l’uomo corse via. Salì in fretta le scale di casa e arrivò scossa a casa per fortun che la madre non era ancora tornata se no se nè sarebbe accporta subio della preoccupazione della figlia. SI preparò un piatto di pasta da mangiare e nel frattempo arrivò la madre che come al solito incominciò a parlare a raffica raccontandole la giornata e chiedendole come era andata scuola. Lei si dimostrò più calma di quando lo era in realtà. Si recò in camera alla ricerca del cellulare , lo cerò da cima a fondo ma non lò trovò chiese alla madre lo fece suonare ma in casa non c’era anche perchè la sera prima non lo aveva spento se lo ricordava bene. La sera prima… pensò la ragazza e all’improvviso si ricordò e ricordò pure il perchè del cellulare era rimasto lì. Appena la madre era al telefono senza fare ruomore uscì di casa e corse nella via nella strada della sera prima. Era come se ogni traccia fosse scomparsa  il suo cellulare era sparito controllò in ogni angolo ma qualcuno doveva averlo preso e sperava che non lo avessero rubato lì c’era l’unica prova che non era diventata pazza. Sapeva che non era stato un semplice passante a rubare il suo cellulare ma molto probabilmente il ragazzo che gli aveva detto di dimenticare tutto come se fosse una sua priorità quando in realtà era stato lui la vittima di tutto e quello che era successo e sul celliulare c’era la prova. Però la reazione dello sconosciuto era tutto il contrario di quello che sembrava e lei era sempre più ostinata nello scoprire cosa era successo ma non sapeva nemmeno da dove iniziare e l’unica prova che avea era scomparsa. La sera si rimproverò di quel suo terribile sbaglio di lasciare lì il cellulare. Però sapeva anche che era stata una fortuna  perchè lui non aveva la password almeno che non fosse un genio informatico e poteva rintracciare il cellulare dal gps però gli servivia anche a lei un bravo informatico. Ma dove trovarlo?

Katrine petrova

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