Destino o Libero arbitrio?

Risultati immagini per libero arbitrio

Pensiamo al DESTINO in poche parole si pensa che tutto ciò che abbiamo vissuto e tutto ciò che ci è capitato e solo la causa del nostro infausto destino a cui non si può scappare.. quante volte ci è capitato di dire è andata così perchè forse doveva andare così!

Eppure alle volte si parla di destino e contemporaneamente al libero arbitrio ovvero la nostra libertà di prendere scelte che siano giuste o sbagliate possiamo decidere noi. Ma fino a qule punto? dove si ferma il decidiamo noi dal destino?

IMMAGINIAMO:

Noi facciamo colazione alle 7:00 per essere al lavoro alle 8:00 e scendiamo alle 7:25 per prendere l’autobus come sempre e lo prendiamo ma cinque minuti dopo un auto gira la strada in fretta e se sulle strisce ci fosse stato un pedone sarebbe sicuramente morto… e se quella mattina ci fossimo svegliate in ritardo e per la fretta non avessimo guardato la strada?

E difficile se non impossibile rispondere ad una domanda del genere se non con: “è andata così… ”

e la risposta alla domanda che una serie di eventualità sfortunate portano a un risultato ed eventualità fortunate ne portano ad un altro e si sia per scelte nostre che per quell’infausto destino… ma chissa se e quando avremo delle vere risposte….

SAPPIATE SOLO RIALZARVI

“Nulla impedirà al sole di sorgere ancora nemmeno la notte più buia perchè oltre la nera cortina della notte c’è un alba che ci attende”

Katrine Petrova

Sogno o son desto?

L’argomento di oggi l’avrete capito no? DREAM

Eh già… sarà capitato a tutti qualche volta di fare sogni strani o incomprensibili ci avete pensato un pò magari raccontato agli amici e poi gli avete dimenticai ebbene oggi vi voglio dare l’interpretazione di alcuni dei sogni che ricorrono più spesso! 😉 🐧


Ma prima per chi  non riesce a ricordare bene quello che  sogna voglio mostrare delle tecniche per memorizzare al meglio i sogni:

Nonostante molte persone sostengano di non sognare, secondo gli studi di alcuni psicanalisti, effettuati con strumenti sofisticati in grado di captare i movimenti delle palpebre, tutti indistintamente abbiamo un’attività onirica mentre dormiamo.
Chi sostiene dunque di non sognare mai, in realtà non si ricorda il sogno, tuttavia vi sono alcune strategie che permettono di riuscire ad avere memoria del sogno fatto, consentendo poi di interpretarlo.
Nel corso della fase REM del sonno, ovvero la fase onirica, si fanno generalmente più sogni. Nella prima fase questi sono brevi e della durata inferiore ai 10 minuti, mentre dopo 8 ore di sonno si fanno più frequenti, sino a raggiungere una durata complessiva di circa un’ora.
Per riuscire a ricordare gran parte dei sogni e quindi sviluppare la capacità di avere maggiore memoria dell’attività onirica, è utile annotarli in un diario, in cui verranno registrati i vari frammenti e le immagini che si riescono a ricordare.
Se si vuole annotare un sogno è consigliabile farlo negli stati di veglia, quindi non necessariamente la mattina seguente, ma proprio nel corso della notte, in quelle fasi successive alla REM, in cui si hanno brevi risvegli. Di seguito alcuni consigli e strategie per ricordare e registrare un sogno nel modo migliore.
1) Per avere maggiore memoria del sogno può rivelarsi utile, prima di dormire, rammentare a noi stessi di voler ricordare le scene oniriche. Se avete in precedenza già annotato alcuni sogni, può essere utile rileggerli prima di coricarsi.

2) Immaginate situazioni chinestetiche, ovvero continuative mentre vi addormentate. (Es.: pedalare o nuotare).Questo consentirà di ricordare più facilmente il sogno e i suoi dettagli.

3) Al risveglio, che può verificarsi anche nel cuore della notte, occorre innanzitutto restare nella posizione in cui ci si è svegliati e ripercorrere il sogno a ritroso, ripetendolo mentalmente cercando di focalizzare ogni minimo dettaglio, sia per quanto riguarda le immagini, gli oggetti e i simboli, sia per le sensazioni e le emozioni suscitate.
Qualora il risveglio non dovesse essere spontaneo, può essere necessario utilizzare una sveglia, impostandone l’allarme in una fase possibilmente successiva a quella REM (Sapendo che la fase REM si verifica ad intervalli di 90 minuti, la sveglia potrà essere impostata ad un multiplo di 90. Es.: 4 ore e 30 minuti / 6 ore / 7 ore e 30 minuti dopo essersi coricati.)

4) Avere a portata di mano una penna per scrivere sul diario la storia del sogno, oppure anche solo alcuni particolari che si è riusciti a ricordare. In alternativa o in aggiunta al diario è possibile utilizzare un registratore.

5) Una volta individuato lo stile dei propri sogni e i ritmi di frequenza, sarà sempre più facile ricordarli ed individuare i dettagli della scena.


E ora andiamo all’intrpretazione di alcuni sogni tra i sogni più ricorrenti!

DENTE / DENTI / CADUTA DENTI

I denti rappresentano il nostro lato aggressivo. Una dentatura sana indica la volontà di farsi forza e affrontare le situazioni con determinazione e grinta. La perdita dei denti è sinonimo di debolezza e invecchiamento sia nel fisico che nella mente, indica l’impossibilità di affrontare una situazione difficile e pericolosa. Può alludere ad un rimpianto o un senso di colpa che non riusciamo ad ammettere a noi stessi.
Indicazioni premonitrici: Caduta: processo di deterioramento delle capacità fisiche e intellettuali.
Crescita: le vostre scelte stanno dando i risultati sperati.

Numeri associati: 16, 36

 

MORTE / MORIRE

La morte indica trasformazione, un cambiamento che sta avvenendo nella vostra vita. Vedere una persona morire non sempre è un cattivo presagio, potrebbe essere un espressione delle vostre preoccupazioni. Se si tratta di qualcuno che vi è antipatico, indica che lo temete, mentre se è una persona a voi cara significa che avete la paura di perderla.
Indicazioni premonitrici: Se sognate di morire, qualcosa che nel passato ha determinato la vostra felicità adesso potrebbe trasformarsi in una minaccia. Vedere un morto potrebbe portare delusione e rovina.
Numeri associati: 21, 66
CADAVERE / MORTO / DEFUNTO / SCHELETRO

Sognare un cadavere indica una manifesta necessità di rinnovarsi ed il desiderio di cambiare la propria personalità, il giro delle amicizie e talvolta anche gli affetti sentimentali. Ascendere e risorgere ad una nuova vita può costituire la liberazione dagli aspetti negativi dell’esistenza.
Indicazioni premonitrici: Morire per malattia indica possibili difficoltà negli affari.
Morire annegato invece è presagio di longevità.
Vedere parenti o amici morti predice una nascita in famiglia oppure un potenziale guadagno. Se nella scena onirica il defunto parla al dormiente tramite telefono, potrebbe voler alludere al luogo in cui si trova, alla possibilità di una vita dopo la morte. Solitamente si tratta di sogni rari e che avvengono perlopiù con persone che il sognatore conosce poco, anziché con familiari. Al di là del messaggio che il morto potrebbe voler veicolare, questo sogno manifesta le paure del dormiente sul tema della morte.
Numeri associati: 13,47
BACIO / BACIARE / BOCCA

Desiderio di dolcezza, affetto, protezione e ricerca di conferme. Una bocca serrata indica la paura di non essere ricambiati in amore.
Indicazioni premonitrici: Bacio sulla mano: buone prospettive, matrimonio prossimo;
Bacio sul viso: crudeltà;
Baciare un uomo: tradimento;
Baciare una donna: felicità;
Baciare una persona sposata: lite;
Baciare bambini: vita allegra;
Baciare un morto: longevità;
Baciare la terra: delusione, vergogna
Numeri associati: 25
DENARO / SOLDI

La stabilità economica ci preoccupa, aspiriamo ad avere un ruolo più importante all’interno della società. Sognare troppi soldi indica disagio, mentre se il denaro appare nelle giuste quantità è un buon segno.
Indicazioni premonitrici: Incassarlo: i vostri sforzi saranno ripagati.
Trovarlo: periodo fortunato.
Rubarlo: dovrete impegnarvi al massimo per riuscire nelle vostre imprese.
Spenderlo: senza un costante impegno le vostre ricchezze andranno perdute.
Perderlo: siete portati a commettere errori.
Donarlo: supererete un brutto momento.
Essere derubati: una persona a voi cara sta per tradirvi.
Numeri associati: 82, 4
CASA / ABITAZIONE / VILLA

La casa nei sogni simboleggia la struttura della nostra personalità ed il modo in cui appare rappresenta il punto di sviluppo interiore che abbiamo raggiunto e la situazione psichica attuale. Una casa nuova e spaziosa denota il bisogno di espandersi, mentre una più vecchia indica la consapevolezza che non è più sufficiente a contenere le proprie potenzialità. Sognare un trasloco può indicare trasformazioni in atto che sono già passate dal subconscio a un livello di consapevolezza, mentre sognare stanze vuote può indicare che la nostra personalità possiede maggiori potenzialità di quanto crediamo.
Indicazioni premonitrici: Se la casa è ben costruita sono assicurate sicurezza e stabilità nel futuro di lungo periodo
Una casa fatiscente e diroccata costituisce presagio di difficoltà nel mantenere i beni e le proprietà attuali.
Numeri associati: 5,72
PORTA / PASSAGGIO

La porta indica una fase di transito, un momento da attraversare. Un sogno ricorrente è quello di trovarsi di fronte a molte porte che conducono in luoghi sconosciuti, queste potrebbero simboleggiare parti di voi stessi che ancora non conoscete, ma che vorreste esplorare.
Aprire una porta indica che siete pronti per farlo, altrimenti se il portone è chiuso significa che non è arrivato ancora il momento dell’evoluzione, dovrete attendere ancora affinché possa aprirsi.
La porta è anche simbolo femminile, chiusa è segno di protezione, ma se il sogno è ricorrente rappresenta il rifiuto dell’amore.
Indicazioni premonitrici: Se passate da una porta si prevedono cambiamenti, se è quella di casa vostra vivrete in abbondanza e armonia.
Entrare in una porta durante una notte piovosa significa che presto cadrete in tentazione e tradirete il vostro partner.
Vedere una persona che entra in una porta è cattivo presagio, nella vita qualcuno otterrà meriti a vostro discapito, gli sforzi per cercare di rendere redditizi i vostri affari saranno vani.
Numeri associati: 12, 62, 68
BALCONE / TERRAZZO

Desiderate conoscere a fondo chi vi sta intorno, e puntate molto ad instaurare relazioni con il prossimo. Siete propensi al confronto e aperti con gli altri.
Indicazioni premonitrici: Stare al balcone indica stima e fortuna, se invece lo vedete lontano potreste passare un periodo di instabilità professionale.
Numeri associati:  45, 50, 54
CAPELLI / PETTINARE / CALVIZIA

Una capigliatura sana e folta è da sempre simbolo di vitalità e bellezza, e questo vale anche per il sogno. Se nella scena onirica vi vedete con pochi capelli può essere che non vi sentite troppo in forma, oppure temete di essere giudicati per il vostro aspetto e pensate di essere poco avvenenti.
Quando nel sogno i capelli cadono a ciocche significa che siete ansiosi e qualche problema vi opprime, se sognate di tagliare i capelli significa che allo stesso modo desiderate dare un taglio alla vostra vita, voltando pagina.
Indicazioni premonitrici: Osservate il colore e il tipo di capelli per attribuire un significato più specifico: biondi (bontà, gioia, fedeltà), rossi (profitti), castani o neri (soddisfazioni), bianchi (tranquillità d’animo), calvi (malattia, povertà).
Numeri associati:  27, 42, 53
PIANGERE / PIANTO / COMMUOVERSI / LACRIME

Può capitare di sognare di piangere, soprattutto se nella vita non vi succede mai. Il pianto può essere di gioia, quando osservate una scena emozionante, un fiore, un cielo stellato, o la persona amata, e nonostante si tratti di immagini semplici, queste toccano la vostra sfera sentimentale.
Al contrario potreste anche piangere di dolore, per un avvenimento triste di fronte al quale vi sentite impotenti. In ogni caso al risveglio vi sembrerà di stare meglio, vi sentirete più liberi e leggeri.
Indicazioni premonitrici: Il pianto di dolore potrebbe portare degli influssi negativi anche nella vita reale, che potrebbero ripercuotersi anche negli affari e nella vita privata.
Sentire qualcuno che piange indica che presto ci sarà una piacevole riunione tra voi e alcune persone da cui vi eravate allontanati.
Se una ragazza sogna di piangere potrebbe litigare con il fidanzato, in questo caso l’unico modo per risolvere la questione sarà lasciare da parte l’orgoglio e compiere un gesto di altruismo.
Numeri associati: 5, 41, 87
TOPO / RATTO

Il topo generalmente non ha una simbologia positiva, è spesso collegato alla malattia o al demonio. In base a questa accezione denota ansia e paura, momenti di inquietudine. Se invece nel sogno appare un topolino, specialmente se carino, si tratta di un buon augurio e quindi di un momento positivo.
Indicazioni premonitrici:  Difficoltà tra le mura domestiche, andamento incerto negli affari.
Numeri associati: 11, 36, 83
SCALA / GRADINO / SALIRE / SCENDERE

Qualsiasi tipo di scalinata indica una relazione tra alto e basso. Scendere vuol dire andare incontro a pericoli o situazioni difficili, oppure può indicare un momento di retrocessione nel cammino della vostra vita, attribuibile anche ad un pentimento.
Scendere in un luogo buio, come la cantina, simboleggia un avvicinamento con il vostro inconscio, l’intenzione a conoscere meglio la vostra parte più intima e profonda. Salire indica il superamento di un problema, mentre cadere da una scala indica instabilità e paura di perdere la stima di chi vi sta accanto.
Indicazioni premonitrici: Salire una scalinata è presagio di fortuna, scenderla porterà problemi negli affari e in amore. Se cadrete da una scala sarete odiati e invidiati.
Numeri associati: 9, 13, 34
FUOCO / INCENDIO

Il simbolo del fuoco, così come quello degli altri elementi, è di complessa interpretazione. Indica un processo di trasformazione, demolizione e purificazione. Il vostro desiderio è quello apportare cambiamenti radicali nella vostra vita.
Occorre osservare l’aspetto di questo elemento per poterne trarre una più completa spiegazione: il fuoco scoppiettante indica una fase delle vita intensa e frenetica, mentre un fuoco lieve o spento mostra stanchezza e depressione. L’incendio simboleggia la distruzione e la necessità di ripartire da capo per costruire una nuova vita migliore.
Indicazioni premonitrici: Sognare la casa in fiamme è di buon auspicio, vi attendono momenti di felicità e salute in famiglia. Combattere contro il fuoco rimanendo illesi simboleggia preoccupazione momentanea, seguita da momenti di positività e ottimismo.
Accendere il fuoco è di buon auspicio, incontrerete amici di vecchia data e riceverete molte piacevoli sorprese.
Numeri associati: 87, 43, 15
CADERE / PRECIPITARE

Permangono delle difficoltà e paure non indifferenti che possono anche suggerire uno stato di forte tristezza, malinconia o depressione. Se poi si sogna di cadere all’infinito probabilmente il subconscio ha percepito l’incapacità di gestione al meglio la propria esistenza, che vi sta letteralmente sfuggendo di mano.
Indicazioni premonitrici: Cadere dall’alto: possibili disturbi fisici di lieve entità
Precipitare da un ponte: pettegolezzi anche pesanti in arrivo
Cadere da un tetto predice invece difficoltà in arrivo che possono essere risolte con determinazione e spirito vivace
Numeri associati: 18,27,51
ESCREMENTI / FECI

Gli escrementi si collegano a tutto ciò che ritenete impuro. Il sogno di evacuare infatti indica la necessità di purificazione interna dalle tensioni e dalle paure. Secondo Freud il bambino considera le feci un dono per i genitori, da qui anche il collegamento degli escrementi con l’oro e il denaro. La stitichezza nel sogno simboleggia l’avarizia nella vita.
Indicazioni premonitrici: Vi attende un periodo molto fortunato e di grande prosperità.
Numeri associati: 2
PESCARE / PESCATORE / PESCE

I pesci hanno da sempre un accezione positiva, simboleggiano la fortuna, l’abbondanza, la famiglia e la fecondità. Sono legati anche alla religione (Gesù pescatore di anime) con un significato più spirituale.
In psicanalisi i pesci sono ricordi che abbiamo inconsciamente rimosso, quindi pescare è come guardare nel profondo della nostra mente per riportarli in superficie.
Indicazioni premonitrici: Sognare di pescare è di buon auspicio, ma quando la pesca diventa infruttuosa o i pesci ci appaiono come creature spaventose allora il presagio diventa negativo.
Numeri associati: 3, 12, 26

Dopo che abbiamo visto come ricordare i sogni e l’intrpretazione dei sogni più frequenti che ne direste di scegliere voi ciò che sognare? 😉

Controllare i Sogni

Alcune strategie per poter imparare a fare sogni lucidi e controllare le attività della scena onirica secondo i propri desideri

E’ possibile scegliere la scena onirica da sognare? Ci sono alcuni accorgimenti da seguire per poter prima di tutto evitare di fare incubi, rendendo quindi il sogno piacevole, inoltre è possibile adottare alcune strategie per controllare la scena onirica e fare il cosiddetto sogno lucido, ovvero un sogno in parte indotto attraverso particolari meccanismi.

Innanzitutto è opportuno favorire un sonno rilassante, evitando quindi cene pesanti e cibi poco digeribili, non bere bevande eccitanti, non guardare la Tv e cercare di dormire almeno 8 ore, o comunque avere un sonno regolare, in una stanza dove l’oscurità sia completa. A questo punto è possibile tentare di definire un ?sogno-obiettivo? e cercare di indurlo e controllarlo.

1) Durante la giornata è necessario chiedersi più volte se si è svegli o se si sta sognando. Questa domanda sarà utile per capire la differenza tra veglia e sonno e prendere il controllo del sogno durante la scena onirica.

2) Scegliere cosa si desidera sognare. L’idea del sogno che si ha in mente dovrebbe essere disegnata o trascritta, includendovi il maggior numero di dettagli possibili, oltre che le sensazioni che si vorranno provare.

3) Osservare l’immagine disegnata o leggere più volte il sogno che desidera fare, cercando di memorizzarlo.
4) Sdraiarsi sul letto e chiudere gli occhi pensando al sogno-obiettivo. In questa fase è necessario immaginare il maggior numero di scene concernenti il sogno, cercare di delineare le sensazioni suscitate e i suoni uditi.

5) Ripetere il passaggio precedente più volte, sino a rilassarsi ed infine addormentarsi.

6) Durante il sogno occorre effettuare nuovamente il test della realtà, illustrato nel primo punto. Una volta compreso di trovarsi all’interno del sogno, occorre non agitarsi, per evitare il rischio di svegliarsi.

7) A questo punto è possibile scegliere di eseguire alcune piccole azioni, cambiare scenario o personaggi, viaggiare nel tempo, far comparire un oggetto onirico.

8) Al risveglio può essere utile annotare la storia del sogno e i suoi dettagli, in modo da poterla migliorare nei sogni successivi.


Oltre ai sogni però ci sono anche gli INCUBI
Perchè abbiamo gli incubi?

I sogni sono spesso sereni e pacati, tuttavia talvolta capita che il nostro sonno risulti tormentato a causa degli incubi.

Le statistiche parlano di un 5% della popolazione che fa brutti sogni con frequenza, e che questi risultano spesso ripetitivi, talvolta accomunati da situazioni analoghe o connesse tra loro.
Ma che cos’è l’incubo? Si tratta di un sogno particolarmente realistico che rappresenta una reazione psicologica, ma anche fisiologica che si manifesta durante la fase REM del sonno, ovvero la fase del sonno profondo che si protrae fino al mattino. Questa è la fase in cui si sviluppano la maggior parte dei sogni, oppure appunto degli incubi.

Le cause
I motivi per cui si fanno gli incubi sono molteplici e le cause sono da attribuirsi a diverse circostanze che cambiano da persona a persona. Quella più comune è data da un pasto troppo abbondante a cena, o uno spuntino fatto poco prima di coricarsi: questi aumentano il metabolismo e obbligano il cervello ad essere più attivo durante l’attività onirica.
Ma l’incubo può dipendere anche dall’assunzione di medicinali e delle sostanze chimiche che potrebbero influire negativamente sul sonno, oppure da una circostanza di stress e altri disturbi psichici ricollegabili ad eventi capitati durante il giorno o in un periodo traumatico della vita, nonché a fattori genetici o problemi di apnea nel sonno.
I rimedi
Se l’incubo è indotto dai farmaci è necessario rivolgersi al medico per un’eventuale modifica di dosaggio, mentre se il problema risulta essere legato al disturbo dell’apnea allora è consigliato dimagrire, o comunque fare una cena più leggera oltre che smettere di fumare.
Quando l’esperienza del brutto sogno non è ricollegabile a questi fattori, allora è forse necessario effettuare qualche cambiamento all’interno della stanza da letto: è consigliato mantenere una temperatura intorno ai 18°, evitare che entri la luce al mattino e ridurre al minimo possibili rumori, soprattutto quelli continui e, se necessario, utilizzare i tappi per le orecchie.
Infine è sempre meglio coricarsi ad una determinata ora, evitando ad esempio di addormentarsi di fronte alla tv ancora accesa.
Nel caso in cui l’incubo è ricorrente e turba lo stato d’animo anche durante il giorno, alcuni psicologi consigliano di cercare di scriverlo o ricordarlo prima di dormire, modificando però completamente lo scenario. Ripercorrere la scena, modificandola con un finale positivo, per più sere di seguito, aiuterà la mente a modificare pian piano l’incubo, fino ad attenuarlo e a tramutarlo in un sogno positivo che garantisce quindi un buon riposo.

Incubi ricorrenti e loro interpretazione
Gli incubi sono spesso legati a preoccupazioni date da alcune esperienze vissute durante il giorno, o premure nei confronti di alcune persone a cui si vuole bene e che vogliamo proteggere. I più ricorrenti sono spesso legati alla morte, gli incidenti, la malattia, o ancora alla persecuzione, a creature malefiche che cercano di tormentarci. Analizzare tali sogni pensando agli eventi che avete vissuto durante la giornata può aiutare ad interpretarli, magari esaminandone i particolari che li descrivono


L’ultimo argomento che voglio trattare e la cosiddetta fase REM!

La fase REM del sonno

Le caratteristiche della fase REM del sonno e la sua importanza per i sogni.

REM è l’acronimo di Rapid Eye Movement ed è la prima fase del sonno, detta anche sonno paradosso o sonno paradossale, che inizia quando andiamo a dormire, e si protrae nel corso della notte alternandosi circa quattro o cinque volte con quella non Rem.
Nella fase Rem, che inizialmente dura circa 10 minuti per poi raggiungere la durata di un’ora, il nostro organismo consuma molto, addirittura più di quando siamo svegli; i movimenti oculari sono rapidi, il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna aumentano, il respiro si fa irregolare e anche le oscillazioni nel cervello diventano più rapide.

E’ in questo momento che si fanno i sogni ed è per questo che si ha la percezione di essere svegli, parlare e muoverci proprio come se la scena onirica fosse reale.
Quando il sonno si fa più profondo comincia la fase non Rem, si abbassa la temperatura corporea e si smette di sognare: ogni ciclo non Rem dura circa un’ora e mezzo e si contraddistingue da una fase discendente e da una ascendente che precede di fatto la fase Rem.
Gli stadi del sonno
Nel corso della notte si ripetono circa quattro cicli di sonno; ciascuno dei essi è ben definito in 5 fasi, determinate da particolari caratteristiche:

1 fase – (NREM): si tratta di una fase di dormiveglia, che generalmente dura pochi minuti, in cui si hanno illusioni ipnagogiche, ovvero esperienze intense che coinvolgono vista, udito e tatto, e in cui risulta molto difficoltoso per il soggetto distinguere l’allucinazione dalla realtà.

2 fase – (NREM): il corpo lentamente si disconnette per prepararsi ad entrare nel sonno profondo. In questa fase le onde cerebrali si acutizzano, mentre i muscoli si rilassano, la temperatura corporea si abbassa e diminuisce la frequenza cardiaca.

3 fase – (NREM): in questa fase le onde cerebrali delta, ovvero le onde lente, raggiungono una maggiore ampiezza. Questa fase ha una durata compresa tra i 30 e i 45 minuti.

4 fase – (NREM): è la fase del sonno profondo, in cui l’attività cerebrale è meno intensa. Dopo questa fase gli episodi NREM procedono a ritroso, ripercorrendo la fase 3 e la fase 2, per poi essere seguiti dalla fase REM. Ad esempio: 1(NREM) – 2(NREM) – 3(NREM) – 4(NREM) – 3(NREM) – 2(NREM) – 5(REM).

5 fase – (REM): le attività cerebrali sono simili a quelle dello stato di veglia, il corpo però si immobilizza e avvengono i sogni. La durata di questa fase varia dai 10 minuti, all’inizio del sonno, fino ad un’ora, ed è seguita da brevi momenti in cui il soggetto si sveglia.

Risultati immagini per sogni
SOGNI D’ORO
Katrine Petrova.

Emoction per WordPress

Avete capito bene dal titolo ho trovato delle emocotion e i loro relativi codici per attivarle su wordpress forse lo sapevate già però per chi non lo sapesse ecco a voi di seguito:

(Sono simpatiche e per fortuna ora so che anche wordpress le usa dato che io sapevo solo usare le tipiche faccine (occhiolini e faccine normali) e i cuori)



cliccate ora sul link illuminato di seguito e vi si aprirà una finestra dove potrete copiare i codici e usarli  sul vostro articolo wordpress :

FACCINE WORDPRESS CLICCA!


Qui di seguito invece :(non riesco a scrivere sotto  causa tabelle e scrivo qui…  basta copiare le faccine a lato e ricopiarle sulla vosta pagina e puff fatto! ora vi lascio vostra KAT! spero sia stato di vostro gradimento 😆

Faccina Codice
🙂 🙂 🙂 🙂
😀 😀 😀 😀
😦 😦 😦 😦
😮 😮 😮 :surprise:
😯 😯 😯 😯
😕 😕 😕 😕
😎 8) 😎 😎
😡 😡 😡 😡
😛 😛 😛 😛
😐 😐 😐 😐
😉 😉 😉 😉
😆 😆
😳 😳
😥 😥
👿 👿
😈 😈
🙄 🙄
❗
❓
💡 💡
➡
:mrgreen: :mrgreen:

e infine:

Gesti con mani

Descrizione Codice
Pace
Pollice in giù – Non mi piace 👎
Pugno 👊
Bicipite – Muscolo 💪
Descrizione Codice
OK 👌
Mani che applaudono 👏
Batti cinque
Pugno verso l’alto
Descrizione Codice
Indice su 👆
Indice giù 👇
Indice a destra 👉
Indice a sinistra 👈
Descrizione Codice
Mano in movimento 👋
Mani alzate 🙌
Indice alzato
Pollice in su – Mi piace 👍

Faccine – Emoticon – Smiley

Descrizione Simbolo
Inamorata 😍
Manda un bacio 😘
Bacio – Kiss 😚
Guance arrossate
Delusa 😒
Occhiolino 😉
Lingua fuori 😝
Pernacchia e occhiolino 😜
Sorrisetto malizioso 😏
Descrizione Simbolo
Arrabbiata 😠
In lacrime 😭
Triste 😔
Stordita 😵
In disappunto 😞
Impaurita con sudore 😰
Paura 😨
Urlo 😱
Descrizione Simbolo
Sorriso con denti 😤
Stupita 😲
Scossa con occhi spalancati 😳
Lacrime di gioia 😂
Addormentata 😪
Soddisfatta 😌
Vergogna 😋
Descrizione Simbolo
Incavolata 😡
Diavolo 👿
Alieno 👽
Sorriso – Smile 😃
Sorridente con occhi chiusi 😄
Piange 😢
Medico – Dottore 😷
Sudore freddo 😓

Emoji persone

Descrizione Codice
Guardia 💂
Uomo con turbante 👳
Babbo Natale 🎅
Poliziotto 👮
Operaio 👷
Ragazza bionda 👱
Descrizione Codice
Ballerina 💃
Coniglietta Playboy 👯
Uomo cinese 👲
Angelo 👼
Principessa 👸
Descrizione Codice
Bebé 👶
Ragazza 👧
Ragazzo 👦
Donna 👩
Uomo 👨
Descrizione Codice
Coppia Love 💑
Ragazzo & Ragazza 🎎
Uomo & Donna 👫
Nonna 👵
Nonno 👴

Emoji animali

Descrizione Simbolo
Cane 🐶
Orso – Orsacchiotto 🐻
Faccia scimmia 🐵
Topo 🐭
Criceto 🐹
Tigre 🐯
Testa Cavallo 🐴
Maiale 🐷
Gatto o Volpe 🐱
Descrizione Simbolo
Lupo 🐺
Pecora 🐑
Pinguino 🐧
Koala 🐨
Mucca 🐮
Cinghiale 🐗
Gallina 🐔
Pulcino 🐥
Uccello blu 🐦
Descrizione Simbolo
Scimma 🐒
Cammello 🐫
Polipo 🐙
Delfino 🐬
Balena 🐳
Pesce 🐟
Pesce tropicale 🐠
Pesce palla 🐡

 

Video

Galateo:regole di “Bon Ton”

Eccoci qui affrontando il terzo argomento di oggi! questa volta andiamo più sul retrò e parliamo di qualcosa di antico ma anche moderno… insomma se avete letto il titolo e poi avete iniziato a leggere e perchè sapete di cosa parliamo ma non conoscete tutto quindi bando alle ciance 😉


l galateo racchiude in sé tutte le norme e buone usanze che ogni persona dovrebbe seguire nelle varie situazioni pubbliche, siano esse momenti particolari della vita di ogni individuo (matrimoni, feste o lutti), oppure situazioni più comuni, come cene in un ristorante, incontri con un amico, viaggi e doni.

Origini

La parola galateo, così come il suo significato, traggono la loro origine dall’opera scritta da Giovanni Della Casa, pubblicata postuma nel 1558 e intitolata, appunto, Galateo overo de’ costumi. In questo trattato, che ha la forma di un dialogo platonico tra l’autore stesso e il giovane nipote Annibale, il monsignore parla di tutte le buone usanze, le norme sino a quel momento non scritte sul comportamento e sui costumi che un uomo della sua classe doveva seguire. Tutte le buone maniere imparate nel corso della sua vita da diplomatico e uomo di chiesa, valide, dunque, per una classe sociale piuttosto agiata di metà Cinquecento e che ormai, nella loro veste originale, possono apparire un po’ esagerate e molto distanti dall’agire comune.

Il galateo moderno

Al giorno d’oggi non esiste più il galateo così come designato da Monsignor Della Casa: i costumi si sono evoluti e, con il passare del tempo, ogni consiglio scritto dall’uomo sembra essere stato superato. Questo, però, non vuol dire che non esistano più regole da seguire: l’etichetta è in continua evoluzione e riesce a unire sia nuove esperienze che vecchi usi. Se, dunque, cambia nella sua sostanza, lo scopo del galateo è sempre lo stesso: il rispetto del prossimo, una convivenza gradevole tra individui e una società più armoniosa per il benessere di tutti.

Il galateo nella vita comune

In che cosa si applica il galateo moderno? Anche secondo la sua nuova accezione il galateo dovrebbe essere adottato per ogni azione del vivere quotidiano, partendo proprio dalla tavola: come mangiare, come utilizzare le posate, cosa fare quando si è ospitati e come intrattenere le conversazioni tra i commensali rientrano tutti in questa categoria. Non mancano poi regole per ogni aspetto sociale, dal rapporto con i vicini di casa ai vari eventi festosi, matrimoni in primo luogo: proprio le nozze, infatti, sono uno degli argomenti nei confronti dei quali la maggior parte delle persone pone maggiore attenzione all’etichetta che, invece, viene spesso dimenticata in ambienti più informali.
E se alcune regole del galateo ormai potrebbero considerarsi sorpassate, come il fatto di non poter dire “Buon appetito” prima dei pasti, altre continuano (o, almeno, dovrebbero farlo) a essere fondamentali per l’armonia e il vivere comune.

Ora che abbiamo visto le origini e come viene interpretato nella vita moderna possiamo inziare a parlare delle regole di cui tutti dovremmo essere a conoscienza… ma anche no 🙂


Cin cin

CIN CIN … EH NO NON SI FA!!

Il primo è dire cin cin quando si fa un brindisi è un’abitudine sbagliata. Come fare? Basta alzare il bicchiere con un cenno molto discreto. Se c’è un festeggiato, fallo nella sua direzione.

Semplice da fare e anche da ricordare… 😉

Il cellulare a tavola

Beh questa la sappiamo tutti e che io personalmente non sopporto quindi anche se non ci fosse la regole insomma darebbe e da fastidio.stò parlando non di affettare il pollo o tacchino dell’immagine ma guardate a destra..

IL CELLULARE

Chiedere il sale

Okey questa può non sapersi però ci si può arrivare insomma non è bello chiederla così metti in imbarazzo chi  ha preparato il pranzo..

IL SALE

Il brodo

Okey secondo me questa non si conosce! ma è anche inutile insomma io il brodo lo bevo tirando su il paitto e lo metto allo bocca ehm ehm ovviamnete quando sono sola 😉

D’istinto, per raccogliere gli ultimi cucchiai di brodo, incliniamo il piatto verso di noi. Sbagliato, dice il galateo! Il piatto deve essere inclinato esternamente.

Inoltre bisogna ricordarsi sempre che è il cucchiaio che deve andare alla bocca e non la bocca che va verso il piatto!

(sull’inclinazione sono d’accordo… dato che combino un sacco di pasticci e sarei in grado di rovesciarmelo addosso) :p

Mai iniziare a mangiare prima degli altri

Questa la conosce chiunque ed è nota anche come buona educazione…

Il tuo piatto è già pieno e ti dispiace lasciarlo raffreddare? Non importa: secondo il bon ton non si deve mai iniziare a mangiare prima degli altri. Vale anche per la padrona di casa: dopo aver servito, si siede a tavola e a quel punto si può iniziare.

quindi MAI INIZIARE A MANGIARE PRIMA DEGLI ALTRI

Non risucchiare gli spaghetti-preview

Decisamente fatto 😉

Come si mangiano gli spaghetti? Arrotolati sulla forchetta e portati alla bocca. Il gesto alla Lilli e il vagabondo di risucchio dello spaghetto non è ammesso! ( PECCATO) 😥

Buon appetito!

Sicuramente questa la saprete: non si deve dire mai buon appetito! L’inizio del pasto deve avvenire in silenzio e tranquillità, senza intavolare subito una conversazione fitta. Ma soprattutto, aspettando il padrone di casa.

ops… ed io la scopra dopo anni? mi sa che ho sempre sbagliato tutto a tavola ehm e ancora ehm…

Come posizionare le posate

Dopo quello che leggerete qui me sa che avrete vogli di impiccarvi e ci dichiareremo in molti : SCIATTI!  e ne andremo fieri secono me 😉

Al termine di ciascuna portata, se pensiamo di non consumare niente altro, posiamo forchetta e coltello sul piatto, parallelamente, sarà un segnale per l’oste.

Altrimenti, posizioniamole con i manici allargati e le punte che si toccano.

il punto? ecco perchè le nonne riempono sempre il piatto fino allo sfinimento ora si capiscono moltee cose!

Il pane va spezzato con le mani

Il pane va sempre spezzato con le mani. Non tagliatelo mai con il coltello! E poi non riempite la tovaglia di briciole, ma, se ci fosse, sfruttate il piattino apposito per riporlo dopo averlo consumato in pezzettini piccoli.

non so voi ma se spezzo il pane con le mani faccio un gran casino e mi sembrerebbe in realtà un pò rozzo ma questo è il bon ton quindi non si discutee!

10°Il tovagliolo

l tovagliolo… dove deve stare? Sulle gambe… non infilato nella camicia!

Usatelo tutte le volte che deciderete di bere un sorso dal bicchiere. Quanto sono brutti i calici unti o con l’impronta del rossetto?

A questo non posso che dare ragione 😉 però un vecchietto con il bavaglino lo sempre trovato carino!


Non so voi ma dopo questi 10 punti mi è venuta una gran fame e mi sa che mi butterò sul divano quindi Buon…. ehm ehm MANGIATE E BASTA !!

Kat.   😎

 

Verità!

Si pensa sempre a chi adotta e un pò troppo poco a chi è stato adottato e non viene nemmeno trattato tanto come argomento… e una delle domande che quasi mai uno si fa e quando dire al proprio figlio che è stato adottato… quando è piccolo appena nato è tutto più facile ma   dopo? incorrono tanti fattori e una scelta sbaglita può pregiudicare tutto.

ECCO A VOI DI SEGUITO I CONISGLI DI UN ESPERO!

nnanzitutto vorrei rilevare che, anche se spesso è utilizzato questo termine, non si può parlare di rivelazione vera e propria, ma piuttosto di un racconto che si struttura nella vita vissuta con il figlio, gradualmente ma sempre con estrema sincerità.

La conoscenza della realtà adottiva, infatti, deve diventare parte delle normali relazioni che si svolgono all’interno della famiglia. Se ne deve poter parlare liberamente e con serenità durante la vita quotidiana, nei momenti opportuni, senza che essa debba diventare un segreto, o al contrario riproposta continuamente e insistentemente.

L’organizzazione del racconto di com’è nata la famiglia adottiva è un compito molto importante per la costruzione del legame fra genitori e figli, perché questo può permettere ai genitori di raccontarsi, comunicando le proprie emozioni e i propri vissuti rispetto alle proprie vicende personali e a quelle dei loro figli. Nello stesso tempo permette ai bambini di vedersi inscritti in una continuità che, nonostante lo stacco dell’adozione, li faccia sentire dotati di una propria storia che continua e della quale si può parlare. Questo consente la costruzione di un’identità coerente e la possibilità di sentirsi parte di una nuova famiglia capace di accettare il figlio con il suo passato come persona intera.

 

Come raccontare la storia. E’ importante che i genitori siano sereni rispetto a tutte le fasi del percorso adottivo, in modo che quest’atteggiamento sia trasmesso in modo costante all’interno dei rapporti familiari.

Questa serenità si ottiene solo se essi hanno rielaborato in modo reale e profondo la propria vicenda personale, in particolare la sofferenza legata a quei momenti particolarmente difficili, come la scoperta della sterilità, che ha impedito la realizzazione del progetto di diventare genitori di un figlio generato dalla coppia stessa; trasmettere la gioia di diventare genitori di un bmbino nato da altri e con una sua storia precedente è un momento di trasmissione di senso e di valore per il bambino adottivo e per gli stessi genitori.

Anche i bambini adottati hanno delle sofferenze che vanno accolte senza timori. Non bisogna lasciarsi sopraffare dal desiderio di cancellare il passato doloroso (“ora non pensarci più, adesso ci siamo noi che ti proteggiamo”). Spesso mantenere un atteggiamento di comprensione e di supporto rispetto a queste sofferenze, senza nasconderle e fuggirle non è facile. Ma quali sono i motivi per cui i genitori adottivi possono avere timore di parlare del passato dei propri figli?

Una motivazione può essere il timore che i bambini soffrano nel sentir parlare della propria storia, che è così complessa e particolare. Si nasconde il desiderio, da parte di alcuni genitori, di destorificare il bambino, privandolo di un passato che potrebbe essere difficile e doloroso, escludendo così tuttavia una parte importante di ciò che egli è e di come si è costruito nel tempo.

Risposte confuse alle domande che il figlio pone, parlare di altro, evitare di parlare dell’adozione, o alcuni atteggiamenti non verbali legati all’evitamento e alla negazione, possono trasmettere l’idea che l’adozione sia un momento da tenere nascosto o del quale non si vuole parlare.

 

Come raccontare. La storia va costruita con il figlio.  Si può costruire un libro, dove si possono aggiungere foto, disegni fatti dal figlio, che può così trasmettere le sue fantasie e i suoi vissuti. Se non ricorda i nomi dei genitori biologici si possono assegnare nomi di fantasia, se non ricorda il volto o i volti, si possono inventare.

Il bambino dovrà essere informato sulle informazioni che si hanno sul suo passato, anche se questo andrà fatto in base e con i modi che l’età del bambino o della bambina permettono e al suo livello di sviluppo. La storia del resto, cresce con lui per cui è necessario pensarla come un disvelamento graduale ma sincero.

E’ necessario accogliere tutte le domande del bambino nelle diverse fasi di sviluppo, anche quando queste possono diventare imbarazzanti e impegnative, perché è proprio il significato che noi diamo agli avvenimenti che aiuterà nostro figlio a rielaborare la sua storia e a integrare il suo passato con il suo presente.

Inoltre è bene prepararsi in anticipo, grazie agli spunti che vengono forniti dai Servizi o dagli Enti, di fronte a domande difficili che possono mettervi in difficoltà, perché l’evitamento e la fuga verranno immediatamente percepiti da vostro figlio e gli daranno la sensazione di una vicenda che deve rimanere nascosta, segreta, della quale i genitori non vogliono parlare.

Quando raccontare la storia? Il racconto va fatto ogni volta che il bambino lo chiede. In assenza di domande esplicite, si possono cogliere le occasioni per parlarne, nel rispetto delle sue capacità e della sua voglia di ascolto. I genitori dovranno fare particolare attenzione anche a tutto ciò che il bambino comunica con il suo comportamento, che costituisce un atto comunicativo non verbale ma preciso. I disegni, le domande indirette, le fiabe che vorrà ascoltare, i giochi che farà, costituiranno spesso domande che andranno “ascoltate” e cui bisognerà dare risposta.

I bambini molto piccoli difficilmente faranno domande esplicite. Saranno i genitori che dovranno cogliere il momento opportuno per parlarne, con naturalezza e semplicità. Si può creare una favola o un racconto semplice da leggere ogni tanto, così da rendere familiare l’idea dell’adozione.  I bambini più grandi invece, spesso hanno ricordi vividi, dei quali iniziano a parlare quando incominciano a fidarsi dei genitori adottivi. Essi dovranno essere rispettati nei loro tempi e modi di parlare più o meno direttamente del loro passato, in quanto a maggior ragione con loro il racconto si costruirà insieme.

 

Concetti chiave da tener presente.

La storia della coppia. Ripercorrete il vostro percorso dando voce alle emozioni che avete provato nel tempo. Il figlio deve potersi sentire frutto del vostro desiderio, al di là del fatto che sia nato biologicamente o no da voi.

La storia del bambino. Nel parlare dei genitori biologici, evitare di renderli migliori di quello che presumibilmente sono stati. Non è un atto di eroismo abbandonare un bambino. I genitori biologici sono tuttavia coloro che l’hanno messo al mondo, un ventre l’ha tenuto nel suo grembo per nove mesi, gli ha dato la vita.  Pur evitando di far apparire i genitori biologici migliori di quello che sono stati, cerchiamo di offrire un risvolto positivo agli avvenimenti che l’hanno visto partecipe. Lui (o lei), per esempio, hanno avuto un dono immenso poiché sono stati amati, desiderati, voluti intensamente dai genitori adottivi.

L’abbandono. Riconoscere e accogliere la sofferenza del figlio senza dare giudizi, può avere un’importante funzione ripartiva. Nessuno toglie il valore degli avvenimenti che hanno visto i figli protagonisti, alcuni dei quali sono francamente ed evidentemente drammatici. Ma per quanto si può, sarebbe bene, pur sottolineando il significato negativo e doloroso degli avvenimenti, evitare di pronunciare giudizi sulle persone coinvolte.

La presenza di un terzo. Non bisogna dimenticare di nominare il tramite, la persona o le persone che hanno fatto in modo che genitori e bambino s’incontrassero (il giudice o i referenti dell’Ente nel paese straniero).

Il primo incontro. Raccontate il primo incontro con il bambino comunicando le emozioni provate quel giorno.

Il lieto fine. Come ogni fiaba, anche questa ha un lieto fine.  Si può completare con un disegno fatto dal bambino, raccontando e rappresentando l’inizio della vita comune. Comunicare che non si tratta di una conclusione ma di una storia aperta e ancora tutta da costruire.



10 questioni che i ragazzi adottati vogliono farvi sapere

Sono stata  adottata  quando ero una bambina ed a quei tempi l’adozione era ancora coperta dal velo del silenzio .

Mia madre biologica ha mantenuto la sua gravidanza in segreto per quasi sette mesi. I suoi genitori ei genitori di mio padre biologico hanno, poi,  convenuto di mandarla lontano per potermi dare alla luce . Mi ha messa al mondo in una camera sterilizzata; era spaventata, senza volti familiari vicino e nessuno che potesse capire la sua situazione. Mi portano lontano da lei prima ancora che avesse avuto la possibilità di vedermi . Oggi ci rendiamo conto che tale separazione è traumatica sia per la madre che per  il bambino, e che le prime esperienze hanno un grande impatto sul cervello . Ho trascorso 82 giorni in una casa famiglia, fino a quando non sono andata a casa con i miei genitori adottivi. I miei genitori hanno pensato di essere persone molto “aperte” quando mi hanno informato della mia adozione, ma nessuno mi ha guatato a capire che cosa realmente significasse . Nessuno dei miei amici è stato adottato, o forse non parlavano. L’adozione è stato un grande segreto e mi pensava spesso. Mi chiedevo se la madre del mio migliore amico sarebbe potuta essere mia madre “reale”. Mi chiedevo cosa c’era di sbagliato in me se la mia madre naturale mi aveva dato via o se mai un giorno sarebbe tornata. Ho amato la mia famiglia, quindi questa idea mi ha causato grande preoccupazione . Ho faticato a completare i compiti che la scuola mi dava da fare in riferimento al mio albero genealogico.

Ho iniziato ad andare in terapia, quando avevo 6 anni, perché ho iniziato ad avere difficoltà a dormire ed a mostrare un ansia crescente quando mi allontanavo dalla mia mamma . La giornata poteva iniziare con la paura che mia madre si potesse dimenticare di venirmi a prendere a scuola. Anche se lei era sempre lì, una parte di me sapeva che era stata abbandonata e il mio Io-bambino credeva che questo potesse accadere di nuovo. I pigiama party e le notti in cui restavo a dormire dalla nonna erano stati caratterizzati dai dolori di stomaco causati dai nervi e da mal d’orecchie inventanti . I miei genitori torneranno? Avevo bisogno disperatamente di qualcuno che mi aiutasse a comprendere i miei sentimenti. Purtroppo, il mio terapeuta dell’età evolutiva non era quel tipo di persona. Sono andato due volte. Ho disegnato delle zucche. La mia adozione non è mai stata menzionata.

Sono tornata in terapia a vent’anni, fresca di liceo e curiosa di tutto. Mi ci sono voluti due anni per parlare della mia adozione. Il fatto che chiedermi dell’adozione non rientrava nell’orizzonte del mio terapeuta, credo mi abbia condizionato a credere che questo non fosse importante. Solo dopo essermi laureata al college, ho iniziato ad esplorare come la mia adozione mi aveva “condizionato”. Ho cominciato ad unire i puntini della mia storia ed a chiedere. Ho incontrato mia madre naturale e la sua famiglia due anni fa, ho cercato e trovato la famiglia di mio padre biologico. Lui non è più in vita, ma ora possiedo una sua foto. Per la prima volta nella mia vita, ho visto qualcuno a cui assomiglio.

La mia esperienza non è unica, ma è importante.

Capisco ora che il motivo principale per il quale i ragazzi adottati non parlano delle loro difficoltà, di solito, questo: quando siamo giovani, non abbiamo la capacità di identificare la nostra esperienza e di articolare i nostri sentimenti . Quando si matura, se nessuno parla di adozione, abbiamo l’ idea che i nostri sentimenti non vengano capiti o convalidati. Ora sono un terapeuta e ho lavorato a lungo con famiglie affidatarie.

Nel mio lavoro cerco di aiutare questa generazione di bambini adottati, famiglie adottive e genitori di nascita ad avere un’esperienza diversa da quella che ho vissuto io.

Quindi, questi sono le 10 cose che i ragazzi adottati vogliono che il mondo sappia:

1) I ragazzi adottati vogliono che i loro genitori adottivi siano preparati emotivamente e psicologicamente prima di portarli a casa per diventare una famiglia .

E’ di grande aiuto quando  i genitori hanno fatto il loro lavoro psicologico prima di adottare e continuano a prestare attenzione alla propria esperienza adottiva. E ‘ importante che i genitori possano vivere il travaglio di non essere in grado di concepire un figlio biologico, se questa è stata la ragione che li ha portati a scegliere di adottare. L’adozione non è un sostituto per avere un figlio biologico e non è neanche un modo per “sostituire” un bambino che è morto. L’adozione è uno dei tanti modi per formare una famiglia.

Le famiglie adottive traggono beneficio se i genitori continuano ad imparare e confrontarsi sulle questioni relative all’ adozione e ad accedere a gruppi di sostegno, se necessario. Molte comunità hanno diversi gruppi di sostegno per tutti i membri della costellazione adottiva.

2) L’esperienza dell’adottato è REALE. I ragazzi adottati vogliono che si capisca che loro esperienza è reale e nessuno può “ripararla”. E ‘difficile per i genitori vedere i loro figli lottare con comlejidades dell adozione. Vorrebbero fare del loro meglio e alleviare le sofferenze; ma i genitori non possono eliminare il dolore del passato. Tuttavia, essi possono fornire un luogo sicuro perché il bambino possa esplorare i suoi sentimenti comuni circa l’adozione in varie fasi della sua vita, per aiutarli ad integrare l’esperienza più pienamente. L’adottato vuole ed ha bisogno che vengano convalidati i suoi sentimenti, ha bisogno di una presenza empatica . Hanno bisogno di sapere che è sempre bene parlare di adozione e chiedere.

In caso ci siano domande difficili, i genitori potrebbero prendere tempo prima di rispondere, invece di essere colti di sorpresa. In un recente episodio di “Modern Family” ( Modern Family ) Mitchell sta leggendo alla sua giovane figlia adottiva Lily una storia per andare a dormire su una” bella principessa in una terra lontana”.  Entrambi sono visibilmente stanchi e quando Lily comincia a scuotere la testa ed a porre domande su sua madre di nascita: ” Io ero nella pancia di mia mamma”, “Dove è la mia mamma ora ” Mitchell dice: “Lei è in una terra lontana ” e aggiunge ” è una principessa ed è molto occupata .”

Lily , apparentemente soddisfatta , dorme . Mitchell crea una fantasia per Lily e lei è costretta a vestirsi ogni Halloween come una principessa nella speranza che un giorno possa incontrare sua madre. I genitori possono quindi parlare e tutto sembra funzionare bene; ma a volte è più intelligente aspettare prima di rispondere alle domande. I genitori possono dire ai loro figli: “Vedo che questa domanda è importante per te. Fammi pensare e ne parleremo domani mattina.”

Fornite un orario specifico e rispettatelo. Questo darà lo spazio ai genitori di considerare la questione, parlandone insieme o cercando la guida di un terapeuta per dire qualcosa di pensato.

3) La persona adottata ha bisogno di aiuto per dare un senso della sua “storia”.

La guarigione ha luogo quando vi è una ripetizione della storia, soprattutto se sono coinvolti i bambini. Quando un bambino si fa male ripete la storia più e più volte. “Sono caduto dall’amaca, mi sono fatto male al ginocchio, mi sono tagliato, mio padre ha detto …” ripetono la storia più e più volte . Questa ripetizione consente di integrare l’esperienza. Allo stesso modo, i giovani ragazzi adottati vogliono che i loro genitori siano sereni rispetto alla loro storia di adozione e se la ripetono per conoscerla e raccontarla con facilità.

Il linguaggio da utilizzare può essere difficile. Evitate parole come “scelta” e “speciale” perché hanno un carico pesante.

La frase ” Ti amava così tanto che ha voluto che tu avessi una vita migliore ” è quasi impossibile da capire per un bambino . Invece, l’uso del linguaggio come ” l’adozione è una decisione presa da adulti.” “Noi ti amiamo e siamo una famiglia.”

Sottolinea che il figlio non aveva nulla a che fare con tale decisione e, soprattutto , che non ha fatto nulla per provocare questa situazione. Adottati hanno bisogno di aiuto attraverso linguaggio specifico e “strumenti” da utilizzare quando amici o colleghi fanno domande; in modo da poter eliminare un potenziale imbarazzo .

Suggerisco che genitori e figli provino diversi scenari per trovare risposte adeguate.

Es :

A- Allora, qual è la tua vera mamma?

B – La mia mamma è a casa prendersi cura di mio fratello. Ho anche una madre biologica.

” Ma questa è una questione privata” è una frase che può anche essere accettata se l’adottato decide .

 

4) Molti ragazzi adottati lottano con problemi di autostima, vergogna, controllo e identità .

Spesso, i ragazzi adottati possono essere raggruppati in due modi. Alcuni metteranno alla prova i limiti, cercando di scoprire se saranno abbandonati un’altra volta. Altri accetteranno le situazioni, a volte fino al punto di rassegnazione, con la speranza che, se accetteranno queste situazioni potranno mantenere il loro posto nella famiglia adottiva. La persona adottata è costretta a sviluppare un “falso sé”.

Molti genitori adottivi con i quali lavoro, descrivono i loro bambini come provocatori, poco collaborativi, arrabbiati, provocatori e manipolativi. Li invito, allora, a prestare attenzione al comportamento, piuttosto che a giudicare o mettere un’etichetta. Dobbiamo cogliere l’esperienza che è alla base di questo comportamento e che lo portano a provare questi sentimenti di paura, dolore e rabbia. Ricordate, i comportamenti sono meccanismi di difesa e non tratti di personalità. I ragazzi adottati hanno bisogno di genitori che sono interessati e agiscono in maniera empatica per scoprire ciò che sta accadendo o per cercare professionisti in grado di aiutarli a capire cosa sta succedendo se non sono in grado di farlo da soli. Dal momento che la prima esperienza di un bambino adottato è stata quella dell’abbandono, il suo cervello ha costruito precocemente modelli predittivi che si aspettano di ripetere la stessa esperienza. A volte, i ragazzi che sono stati adottati più grandicelli,  inconsapevolmente, hanno comportamenti tali da riproporre  nel corso della vita una serie di abbandoni, completando così il sentimento di vergogna e di svalutazione . Non avere accesso al certificato di nascita originale per l’adottato aggiunge altro senso di vergogna. Solo otto stati degli Stati Uniti permettono agli adottati adulti di accedere ai propri certificati di nascita originali. Dove c’è il segreto, c’è inevitabilmente la vergogna .

 

5) Adottati sono in cerca, cercano o no.

Recentemente ho preseziato ad una conferenza sull’adozione ed ho fatto partecipare il pubblico ad un esercizio veloce prima di prendere i loro posti. Ho chiesto loro di camminare nella stanza e trovare la persona che pensavano gli somigliasse di più fisicamente. Dopo pochi minuti e qualche risata nervosa, mi sono seduta ed ho chiesto come era stata l’esperienza. Ho spiegato che questo è quello che succede spesso alle persone adottate. Camminano in tutto il mondo cercando il loro ” gemello” perduto o qualcuno a cui assomigliano. L’autrice Betty Jean Lifton lo chiama vivere nel “Regno Fantasma”. E ‘ il luogo dove gli adottati possono andare e “passare del tempo”con i loro parenti biologici, immaginando come sarebbe stata la loro vita se non fossero stati adottati.

Anni fa, ho lavorato con una ragazza di 12 anni adottata alla nascita. I genitori di Julia la descrivono come “oppositiva, che vive in suo mondo.” Mi hanno spiegato che la loro adozione era una adozione aperta e conoscevano la sua madre biologica . Mi hanno raccontato di aver risposto alle domande di Julia sull’adozione quando era lei a farle, ma raramente hanno portato il discorso su questo. Sembrava che lei non fosse interessata.

Ho rapidamente scoperto che Julia era molto interessata a sapere chi era e da dove veniva. In realtà, lei viveva nel suo mondo, il Regno fantasma. Julia mi ha spiegato che probabilmente aveva il colore dei capelli e degli occhi di sua madre biologica . ” Deve anche amare ballare come me , ” mi ha detto.

Progettava di vivere con la madre biologica per un anno subito dopo aver compiuto 18 anni. Julia sapeva che aveva sei fratelli e forse, una sorellina. Julia aveva così tanto da dire e ho sospettato  che gran parte della sua rabbia era per il fatto che nessuno sembrava interessato al suo mondo interiore . I bambini dell’età di Julia non inizieranno una conversazione sull’adozione se non saranno sicuri al 100% che è sicuro farlo . Vogliono che siano i loro genitori ad avviare questi dialoghi.

 

6 . Il desiderio di cercare da parte della persona adottata non vuol dire rifiutare i genitori adottivi .

Parte di sapere chi siamo è sapere da dove veniamo . La ricerca è sulla storia dell’adottato, e tutte le storie hanno un inizio. Per il ragazzo adottato, la storia è iniziata prima di entrare nella sua famiglia adottiva .

Molti ragazzi adottati negano il loro desiderio di cercare , perché credono di andare a ferire i sentimenti dei loro genitori adottivi . Questo è un tema comune, anche tra gli adottati che hanno il sostegno dei loro genitori adottivi. I ragazzi adottati vogliono e desiderano la sicurezza assoluta che i loro genitori siano in grado di “gestire ” il desiderio che hanno di conoscere le proprie origini. Alcuni  possono inoltre volere che i loro genitori li aiutino e li assistano nel processo di ricerca .

A causa della paura di ferire i genitori adottivi, molti ragazzi adottati aspettano fino a quando uno o entrambi i genitori adottivi siano deceduti, prima di iniziare la ricerca.

7 . Adottati vogliono appartenere.  Necessità di “stare in relazione” e di sentirsi legati .

Come ogni persona, i ragazzi adottati lottano per trovare connessione e accettazione.

Si possono stimolare i bambini adottati a sviluppare interessi e hobby che sono coerenti con le loro famiglie adottive. Interessi e hobby diversi dovrebbero, comunque, essere accettati, incoraggiati e sostenuti nella loro interezza .

8 . L’adozione è difficile

Non si può negare che quando un neonato o un bambino è separato da sua madre biologica si tratta di un evento traumatico. Tutti i suoni e le sensazioni che una volta erano familiari scompaiono ed il bambino viene collocato in una situazione che percepisce come pericolosa. L’unica parte del cervello completamente sviluppata fin dalla nascita, infatti, è il tronco cerebrale che regola il sistema nervoso simpatico, ovvero la risposta di lotta / fuga / blocco . La capacità di auto-regolazione del sistema parasimpatico  non è ancora disponibile e il bambino ha bisogno della madre, che deve agire come istanza di regolamentazione per aiutarlo, ma lei non c’è. Gli eventi che si verificano all’età di 0-3 anni sono codificati come memorie implicite e incorporate che hanno avuto luogo prima del linguaggio si sviluppi. I genitori adottivi devono essere comprensivi rispetto a questo aspetto ed aiutare a mettere in parole l’esperienza vissuta dal loro bambino.

A volte le date di compleanno e la festa della mamma sono difficili per gli adottati, che potrebbero anche non saperne il motivo. La data di nascita è spesso anche il giorno in cui sono stati abbandonati; altre volte la memoria di questa separazione è implicita, è solo una sensazione. Ho lavorato con i genitori che si sono sentiti frustrati dopo aver progettato una grande festa, vedendo il ragazzo ben presto divenire triste e non voler  partecipare più . I genitori possono rispondere empaticamente al figlio che lotta con questi sentimenti: “Mi chiedo se una parte di te ricordo che questo è anche il giorno in cui tua madre ha preso la decisione difficile di farti crescere da qualcun altro”. La festa della mamma può essere difficile per i ragazzi adottati perché mentre si celebra il giorno della mamma adottiva, nessuno riconosce o parla dell’altra madre, cioè  quella biologica. I genitori possono ” dire” ciò che non viene detto celebrando e riconoscendo la madre biologica di loro figlio .

9 . Vogliamo che i nostri genitori adottivi siano i nostri sostenitori

In accordo con  l’Istituto dell’ adozione , negli Stati Uniti ci sono oltre 1,5 milioni di bambini adottati . L’ambiente scolastico può essere un grande sostegno per il bambino adottato e le loro famiglie se gli insegnanti e gli amministratori sono sereni e informati sugli argomenti, il linguaggio da utilizzare e le questioni relative all’adozione. Bisogna attuare la formazione nelle scuole per informare ed educare rispetto  all’adozione ed all’affidamento.

I genitori possono chiedere se i programmi di questo tipo stanno prendendo posto nelle loro scuole.

Ho un amico che ha adottato i suoi figli Andrea e Jake quando erano bambini. I fratelli non sono biologicamente correlati e sono di razze diverse. Jake è caucasica e Andrew è afro-americano. Nel mese di settembre, i due si incontrarono in classe di biologia . Il primo giorno di scuola, gli studenti della classe si sono presentati . Andrew si è presentato come il fratello di Jake . L’insegnante ha fissato l’unico altro studente nero della classe e ha detto ad Andrew di “smettere di scherzare .” Tímidamete Andrew ha spiegato che sono erano stati adottati. L’insegnante continuava a pensare che i ragazzi le stessero ” mancando di rispetto “. E ‘stato solo dopo pochi minuti che l’insegnante a smesso di insistere, ma entrambi i ragazzi erano piuttosto imbarazzati . Se fosse stato implementata la formazione necessaria, questo non sarebbe successo.

10 . L’adozione è un processo che dura tutta la vita.

Le separazioni, le relazioni e le transizioni possono essere un peso difficile attraverso le vite di coloro la cui prima esperienza è stata la separazione della madre biologica. I genitori possono aiutare a mantenere i loro bambini e ragazzi ad affrontare questi fatti, solo così queste esperienze potranno essere integrate strada facendo. A tempo debito, il ragazzo adottato eventualmente acquisirà quel tipo di attenzione “focalizzata” , che ci permette di vedere il funzionamento interno della nostra mente ed esaminare i processi  che li portano a sentirsi os a comportarsi in un certo modo.Mano a mano che i ragazzi adottaticomprendono i dettagli della loro storia, trovano senso alle loro sensazioni ed emissioni per quanto riguarda adozione potranno coltivare la resilienza ed apprendere a rispondere anziché reagire – una capacità che offre ulteriore libertà d’elezione nelle azioni quotidiane e fornisce una sensazione di benessere assoluta.


Spero che a qualcuno che magari si è imbattuto per caso nell’articolo gli sia stato d’aiuto!

Risultati immagini per FAMIGLIA

Vostra… Kat.P.

POPOLO DI FESSI !

Sono alquanto stufa di vedere in giro gente che scherza e che pensa che l’anoressia sia una malattia più grave dell’obesità perchè si tenta sempre di colpevolizzare e giudicare chi ha questo tipo di malattia insomma non posso credere che uno che vede una persona grassa inizii ha pensa: “Questa starà tutto il giorno in casa a mangiare e non avrà fatto altro nella sua vita ” o a fare commenti sprezzanti perchè anche solo il pensarlo è brutto! Quindi basta con il credersi sempre migliori e anche con l’avere pietà e inizamo ad accettare di più chi ci stà attorno perchè tu che magari sari filiforme e tu che sei magra giusta o tu che hai un pò di carne sui fianchi non sei migliore di nessuno e smettetevela di compiangervi perchè avete tutto molto probabilmente e non vi accorgete di nulla se non di quello che avete e di voi stesse/i… Si! perchè essere anoressiche NON è più figo di essere obese o in sovrappeso!

Fate un favore a voi stessi e smettetela di giudicare! è difficile ma non impossibile!

Smettete di colpevolizzare e smettete anche di dare suggerimenti non richiesti e di provaresolo a dire :”Posso immaginare come ti senti”

E lo dico perchè ogni giorno ovunque ti giri e non si possono non notare certe cose e vorrei rovesciargli il mondo addosso come ad Atlantide! perchè è questo che deve provare una persona grassa essere sempre osservata e giudicata o conisgliata da chi invece per un una finta pagina dice “oh ma guarda che pancia”  e in mano non ha niente quindi smettetela tutti di credervi il centro del mondo perchè se poi vengono catastrofi ve le siete meritate eccome a discapito dei poveri innocenti! ma me ve le siete meritate!

Il punto e che non c’è alcuna solidarietà nelle nuove generazioni e non si anrà da nessuna parte in questa maniera! ormai questa era è perduta e lo credo davvero e le prossime ere spero davvero siano migliori ma la speranza ormai è quasi morta perchè o per recidivismo o per stupidità tutti fanno sempre gli stessi errori e allora cosa serve studiare la storia?

POPOLO DI FESSI!

CHI SEI TU PER GIUDICARE?

PERCHè CREDI DI ESSERE MIGLIORE?

CHE COSA HAI VERMAENTE?

Ponetevi questi brevi domande e datevi risposte sincere… ma la vera è unica risposta è #NIENTE&NESSUNO!

Con amore Katrine Petrova!

VIVERE

Ogni volta che finisci di leggere un libro è come se una parte di te ti lasciasse o meglio si fosse conclusa e allora provi quel senso di malinconia perchè quella storia ti aveva accompagnato tanti pomeriggi piovosi o belle giornate sedute su una pachina in mezzo ad un parco.. insomma era diventato parte di te, ti faceva sognare e i personaggi protagonisti era come se li conoscessi e così li facevi diventare reale vivevi le loro stesse emozioni e paure cosa che solo un buon scrittore può riuscire a far trasmettere!

Ed io oggi mi sento così dopo aver finito la trilogia The Awakening di Josephine Angelini davvero tre libri fantastici mangiati in sole due settimane! e in questo esatto momento ho finito di leggere la fine del terzo libro ed era come perdere un pezzo di te perchè ti immedesimi sempre di più nella storia tanto da renderla reale che quando ti lascia e anche con un lieto fine pazzesco mi sono chiesto pur di sopportare altre battaglie vorrei vedere un seguito! quando leggi un libro VIVI sì perchè provi tutto le emozioni anche quelle che  non sei mai riuscito a vivere nella tua vita di tutti i giorni è questo è il bello dei libri! te ne affezzioni e te li ricorderai per sempre faranno parte del tuo passato e del tuo futuro ed inoltre ti insegnano tanto e anche quello che non hai ancora capito… quindi leggete quello che vi piace ma fatelo perchè ne sarete estasiati e per me orami è diventata una droga come linfa vitale!!

Come non versare una lacrima.. per quella storia che ti ha sempre accompagnato?!

Katrine Petrova.

Previous Older Entries