MITO DI DEMETRA E PERSEFONE

Demetra, figlia di Crono e di Rea era la madre di Persefone, avuta dal fratello Zeus.

Un giorno Persefone, mentre coglieva dei fiori con altre compagne si allontanò dal gruppo e all’improvviso la terra si aprì e dal profondo degli abissi apparve Ade, dio dell’oltretomba e signore dei morti che la rapiva perchè da tempo innamorato di lei.

Il rapimento si era compiuto grazie al volere di Zeus che aveva dato il suo consenso ad Ade per compiere la violenta azione amorosa.

Demetra, accortasi che Persefone era scomparsa, per nove giorni corse per tutto il mondo alla ricerca della figlia sino alle più remote regioni della terra. Ma per quanto cercasse, non riusciva ne a trovarla, ne ad avere notizie del suo rapimento.

Ratto di Proserpina (nel mito di Demetra e Persefone)

Ratto di Proserpina (Persefone nella mitologia latina è identificata con Proserpina),
Bernini, Galleria Borghese, Roma (Italia)

All’alba del decimo giorno venne in suo aiuto Ecate, che aveva udito le urla disperate della fanciulla mentre veniva rapita ma non aveva fatto in tempo a vedere il volto del rapitore e suggerì pertanto a Demetra di chiedere a Elios, il Sole. E così fu. Elios disse a Demetra che a rapire la figlia era stato Ade.

Inutile descrivere la rabbia e l’angoscia di Demetra, tradita dalla sua stessa famiglia di olimpici. Demetra abbandonò l’Olimpo e per vendicarsi, decise che la terra non avrebbe più dato frutti ai mortali così la razza umana si sarebbe estinta nella carestia. In questo modo gli dei non avrebbero più potuto ricevere i sacrifici votivi degli uomini di cui erano tanto orgogliosi.

Si mise quindi la dea a vagare per il mondo per cercare di soffocare la sua disperazione, sorda ai lamenti degli dei e dei mortali che già assaporavano l’amaro gusto della carestia.

Il suo pellegrinaggio la portò a Eleusi, in Attica, sotto le spoglie di una vecchia, dove regnava il re Celeo con la sua sposa Metanira. Demetra fu accolta benevolmente nella loro casa e divenne la nutrice del figlio del re, Demofonte.

Col tempo Demetra si affezionò al fanciullo che faceva crescere come un dio, nutrendolo, all’insaputa dei genitori, con la divina ambrosia, il nettare degli dei.

Attraverso Demofonte la dea riusciva in questo modo a saziare il suo istinto materno, soffocando il dolore per la perduta figlia. Decise anche di donare a Demofonte l’immortalità e di renderlo pertanto simile a un dio ma, mentre era intenta a compiere i riti necessari, fu scoperta da Metanira, la madre di Demofonte. A quel punto Demetra, abbandonò le vesti di vecchia e si manifestò in tutta la sua divinità facendo risplendere la reggia della sua luce divina.

Delusa dai mortali che non avevano gradito il dono che voleva fare a Demofonte, si rifugiò presso sulla sommità del monte Callicoro dove gli stessi Eleusini gli avevano nel frattempo edificato un tempio.

Pinax con Persefone e Ade sul trono - V secolo a.C. da Locri Epizefiri Italia

Persefone e Ade sul trono
Pinax, V secolo a.C., Locri Epizefiri (Italia)

Il dolore per la scomparsa della figlia, adesso che non c’era più Demofonte a distrarla, ricominciò a farsi sentire più forte che mai e a nulla valevano le suppliche dei mortali che nel frattempo venivano decimanti dalla carestia.

Ade e Persefone convintanti - Pittura etrusca IV sec. a.C.

Ade e Persefone convintanti – Pittura etrusca IV sec. a.C.

Alla fine Zeus, costretto a cedere alle suppliche dei mortali e degli stessi dei, inviò Ermes, il messaggero degli dei, nell’oltretomba da Ade, per ordinargli di rendere Persefone alla madre. Ade, inaspettatamente, non recriminò alla decisione di Zeus ma anzi esortò Persefone a fare ritorno dalla madre. L’inganno era in agguato. Infatti Ade, prima che la sua dolce sposa salisse sul cocchio di Ermes, fece mangiare a Persefone un seme di melograno, compiendo in questo modo il prodigio che le avrebbe impedito di rimanere per sempre nel regno della luce.

Grande fu la commozione di Demetra quando rivide la figlia e in quello stesso istante, la terrà ritornò fertile e il mondo riprese a godere dei suoi doni.

Solo più tardi Demetra scoprì l’inganno teso da Ade: avendo Persefone mangiato il seme di melograno nel regno dei morti, era costretta a farvi ritorno, ogni anno, per un lungo periodo. Questo infatti era il volere di Zeus.

Fu così allora che Demetra decretò che nei sei mesi che Persefone fosse stata nel regno dei morti, nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all’autunno e all’inverno, mentre nei restanti sei mesi la terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all’estate.

Persefone Demetra e Trittolemo, rilievo greco, V sec. a.C.

Persefone Demetra e Trittolemo, rilievo greco, V sec. a.C.

Katrine Petrova

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vane speranze

Se c’è una cosa che la società di oggi non prende assolutamente in considerazione è la solitudine.

Come si fa a vivere in una società che si basa sulla moda, sui follower su intangram sul numero di mi piace su facebook … in pratica su tutte le superficialità del mondo? Perchè? Perchè così alla fine è più facile… tutti sembrano presi dalle cose del mondo, feste, assemblee,scuola,lavoro e nessuno che per un attimo si fermasse a guardare il suo vicino e per una volta che lo guardasse senza pregiudizio.

Perchè ho come il presentimento che se fossi su un auotbus e stessi per svenire solo se fossi fortunata qualcuno correrebbe in mio aiuto?

Perchè non ho alcuna fiducia nella società?

Probabilmente l’unica risposta è per ciò sopraelencato…in pochi capiranno ciò che voglio dire ma il sistema fa schifo e le persone la maggior parte delle volte sono false! su chi si può contare ? su se stessi e su poche persone fidate anche se non si conosce mai veramente qualcuno .

Chi può dire di essere stato sempre felice, appoggiato, con un amico sincero, un amore stupendo? probilmente pochi o nessuno… arriva sempre il momento in cui ci si sveglia dal sogno o incubo (dipende dai punti di vista)

So bene da dove scaturisce questo mio senso di non apparteneza al mondo ovvero dalle mie esperienze della poca vita che ho vissuto :

Persone che ti giudicano e  basta

Persone che ti insultano e basta

Professori che non sostengono ma affondano

Impegno che non compensa come dovrebbe

Si la frase più banale sarebbe la vita è ingiusta eppure tutti lo sanno e a quanto appare  va bene così dopotutto! L’Unico aggettivo che al momento mi viene in mente è TRISTE e l’unico consiglio che mi viene in mente è NON FATEVI ABBATTERE DALLA SOCIETà E FANCULO L’OTTIMISO NON LO VOGLIO COME SCUDO!

Si ok il consiglio può essere praticabile per un giorno o due ma la vita sa sempre come riuscire a piegarti se ti vuole affondare affondi e allora cosa serve tutto questo?

vivi – soffri- resusciti-festeggi-ami-soffri ancora – serenità-muori.

Se l’epilogo in qualsiasi piano uno si faccia e sempre solo uno ? il minimo comune denomiantore che accomuna tutti gli uomini della terra è sempre lo stesso ed uno solo. CHE SENSO HA TUTTO QUESTO? centinaia ,migliaia,milioni di uomini e donne prima di me si sono fatti la stessa domanda e non si sono riusciti a dare una vera e propria risposta ne sono consapevole eppure è sempre lì ,la domanda è sempre lì che pende sopra le nostre teste e attende solo che qualcuno venga a tagliare la corda…

Sono più che certa che la risposta arrivi ma c’è solo un modo.. così rassicurati da questa insoddisfacente soluzione mettiamo da parte il quesito perchè d’altronde una domanda senza risposta apparente è una domanda inutile.

Non voleva e non vuole essere un articolo sul senso della vita ma dopotutto  il minimo comune denominatore è sempre lì!

A.N.