Un binomio complesso

La vicenda di Galilei , costretto a dire di non vedere ciò che in realtà vedeva
porta a riflettere su un problema ancora oggi di grande attualità , scienza e potere. Galieli fu costretto ad abiurare le proprie tesi perchè andavano contro i dogmi della chiesa . Se non l’avesse fatto sarebbe stato incarcerato a vita , perciò , non si può biasimare la decisione , volta alla protezione della sua ricerca e non contro ad essa come si potrebbe presumere. Grazie all’abiura la pena è stata commutata in domicilio coatto e così ha potuto continuare i suoi studi ad Arcetri. Allo stesso tempo però non conta solo l’attività di ricerca svolta dallo scienziato , ma anche la sua capacità , di opporsi ai sopprusi perpetrati dai potenti come viene detto nella : “vita di Galilei ” di Brecht e così ha fatto , prima pubblicando il “saggiatore” opera polemica contro le opinioni del copernicanesimo. Galilei si oppose alla tradizione artistotelica della chiesa, senza neanche porsi il problema delle conseguenze teologiche delle sue scoperte. Si può notare , infatti, cime nel ” siderus nuncius ” dove vengono esposte nuove tesi ( dopo l’invenzione del cannochiale) il problema fra scienza e fede non viene neanche menzionato.Lo scienziato di conseguenza si troverà a fare i conti con il potere , della chiesa romana , che lo costrinse a divulgare le proprie tesi come ipotesi matematica ,anche se, come sosterrà Galilei , il libro della natura e la Bibbia rivelano la stessa verità , utilizzando soltanto due linguaggi differenti. Anche oggi da parte dello stato o della chiesa la scienza viene sottomessa ad abusi di potere da una parte non ricevendo finanzimenti adeguati per ricerche importanti e dall’altra parte da un punto di vista moralista . Per concludere il ragionamento, Galilei distinse tra due verità : la verità di fede e la verità di scienza . La prima non ha bisogno di essere dimostrata e per crederci basta la fede . Per la seconda , invece, occorrono dimostrazioni ed è una verità relativa, non assoluta, come la prima , e così inventò il metodo sperimentale. Galielei puntò per la prima volta il cannocchale verso il cielo, scoprendo le macchie solari , le irregolarità sulla superificie della luna e l’eliocentro ( teoria secondo cui è la terra che gira intorno al sole) . Però gli uomini ottusi del suo tempo si rifiutarono di guardare dal cannocchiale e sostenendo fino all’ultimo l’ipse dixit.

Il resto è storia.

Katrine Petrova

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