IMPARZIALI… COSA?

Nel 2019 dopo tante rivoluzioni e sommosse per acquisire i più disparati diritti sia per donne che uomini ci ritoviamo ancora a sottometterci alle autorità per paura delle conseguenze come ovviamente è giusto che sia. La legge è stata creata sulla paura…non fare determiante cose non perchè sono sbagliate ma per la paura della pena che ti  si potrebbe infliggere. Dunque, si parte sempre dalla parte sbagliata. Prima di minacciare le persone bisognerebbe insegnarli e fargli capire cos’è giusto e cosa è sbagliato. Ovviamente ogni caso è a se stante e non si può generalizzare tutto.

Oggi  voglio parlare di un determianto tipo di autorità quella scolastica.

Ancor prima di esporre il problema vorrei avventare una soluzione… Sottoporre i professori prima di essere assunti in una scuola alla supervisione di uno psicologo per capire veramente se sono adatti a fare una determinata professione. Questo perchè servono persone equilibrate per forgiare le nuove generazioni .

Vi starete chiedendo perchè mai si arrivi a una considerazione del genere? ma perchè no? Credo anche che debbano essere inserite delle telcamere con audio nelle aule per tutelare sia i professori che gli studenti così si potrebbe vivere un clima forse un po teso ma probabilmente più equo e ognuno rispetterebbe la sua mansione con professionalità ma ciò non accade poichè i professori non vengono mai messi sotto inquisizione e perchè hanno sempre ragione … MA PERCHÈ HANNO SEMPRE RAGIONE? per la famosa frase : ” Hanno il coltello dalla parte del manico”  Ma qual’ è esattamente questa “parte del manico”? e perchè si risponde sempre il mondo va così…?

NO IL MONDO ANDAVA COSÌ ANCHE QUANDO C’ERANO GLI SCHIAVI E SE TUTTI AVESSERO CONTINUATO AD USARE LE FRASI : ” È COSÌ CHE VA , NON PUÒ CAMBAIRE TUTTO UN SOLO UOMO,  NON PUOI METTERTI CONTRO IL SISTEMA…” ALLORA SAREMMO ANCORA TUTTI SOTTO SCHIAVITÙ E SOTTO DITTATURA MA FORSE IL MONDO HA BISOGNO DI UN FORTE SCOSSONE COME AFFERMAVA ZENO* PERCHè IL MALE SE NÈ VADA DA QUESTO PIANETA.

Non è possibile che parole come : MERITOCRAZIA, UGUAGLIANZA , IMPARZIALITÀ vengano usate tanto spesso ma non vengano mai applicate nemmeno una dannata volta e se nè parli davvero troppo poco. Perchè la mentalità nasce e si sviluppa alle superiori e da lì vedi come funziona il mondo. Tutti i giorni ti dicono come funziona il mondo e come tutto è più brutto fuori eppure vedi tanto marcio dentro che pensi che fuori non possa andare altrettando male ….

Eppure il danno grosso è proprio lì dentro perchè troppo spesso si assistono a casi di abuso di potere e i soggetti che nè sono vittime potrebbero essere i nostri insegnanti, giudici , avvocati , dottori di domani!

Potrebbe sembrae che tutte queste parole non c’entrino nulla con il mondo scolastico eppure non è affatto così. Quante volte ci siamo ritrovati nella situazione di non meritare un determianto voto , un determinato tono di voce? e perchè di fronte ai genitori sembriamo sempre in torto noi? perchè passiamo sempre per quelli che non hanno voglia di fare molto?  perchè, si ,loro hanno il coltello dalla parte del manico!

Perchè qualsiasi potere anche il più piccolo nel lungo termine da alla testa  e a loro viene attribuito più potere di quello che realmente gliene sarebbe concesso. Ci rovinano la vita in modi molto subdoli! Può sembrare un esagerazione ma non esagero .

Ora immaginiamoci una scenetta… Vi espongo un caso molto specifico:

A è la studentessa modello , che si lecchina i prof parlandoci anche in privato o al telefono, che ha sempre voti sul 9, che risponde sempre correttamente e che la prof interpella sempre e comunque.

B è lo studente sfaticato, che non ha voglia di studiare e che prende sempre 4/5/6 e che è preso di mira dal professore anche con parole poco carine e sminuendolo più del dovuto.

Siamo all’interrogazione e  ad A gli viene detto :” non ti faccio questa domanda perchè tanto so già che la sai ” e l’interrogazione fila liscia senza nessun tipo di interruzione.B questa volta è preparato risponde esattamente alle domande ma la professoressa decide di chiedergli molto di più di quello che ha chiesto ad A perchè vuole verificare che abbia studiato bene rispetto al solito e alla fine vede che ha studiato anche bene . Il voto finale è A 9 e B 6.

Allora ad A  9 perchè ovviamenete ovviamente ha studiato e non c’è neanche bisogno di verificarlo del tutto.

B 6  perchè si questa volta ha studiato ed ha detto tutto giusto.

Ma quale metodo di valutazione ha utilizzato la professoressa? il metodo della presunzione di sapere qualcosa anche se non è verificato e il metodo dell’imparzialità ovviamente . Perchè il lecchino a vita facile per sempre e quello che si rimette in carreggiata vivrà sempre con il primo voto che ha preso e quindi non si preoccuperà nemmeno più di studiare se sa che quel voto e fisso niente e nessuno potrà cambiarlo… Non è giusto ed è profondamente scorretto da parte di chi parla di onestà intellettuale dalla mattina alla sera e poi si permette di giudicare l’operato di altri  senza criterio.

Due pesi e due misure una beata ceppa!

Non possono valutare basandosi su chi ti piace di più a pelle . Perchè creano tensioni tra gli studenti e addio gruppo classe e perchè non è giusto che chi per una volta decide di studiare non possa avere il beneficio del dubbio.

Chi ha 9 se lo terrà per sempre

Chi ha 8 non viene nemmeno considerato perchè sei nella media quindi potrebbe succedere di tutto e non riconoscono nemmeno quello che fai

Chi ha 4o 5 è destinato a quello per sempre ed è un processo irreversibile

Si è etichettati il primo giorno ed è un’ etichetta indelebile! Perchè si alle superiori l’abito fa il monaco e perchè le parole imparzialità e meritocrazia non esistono! Perchè i professori dopo anni di insegnamento sono dei poveri frustrati che ancora non hanno imparato a scindere dal personale al professionale !

Perchè il razzismo inizia da qua, il pregiudizio pure e il giudizio anche. Non puoi non dormire per 6 ignoranti a cui forse il pezzo di carte è stato regalato e pensano di avere la verità in bocca e di saperne una più del diavolo.

ci sarebbero da fare 10000000 esempi sulle ingiustizie scolastiche su come i professori non siano imparziali neanche un secondo e su come è inaccettabile che un professore chiami al telefono un altro studente così per farsi due chiacchere e magari approfondire la conoscienza. Non si può ! non è giusto nei confronti degli altri e poi perchè lui / lei si e noi no? qual’è la differenza? Non esiste professionalità sono spariti anche gli ruoli e se allora loro ci insultano ( perchè si ora i professori alzano la voce ad estremis per dire che ci appiccicano al muro e per fare propaganda politica ) ma a questo punto al diavolo l’autorità e gli rispondiamo a Tono!

Forse ora capirete che la mia soluzione non è poi così tanto estrema.



Scusate lo sfogo ma quando il sistema è marcio bisogna fo****…

Katrine Petrova

 

 

*Zeno ovvero il personaggio che viene caratterizzato da L’autore italo svevo per capire la citazione vi consiglio la lettura della coscienza di zeno che immagino abbiate già sentito e letto in molti. ÀÀ

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Nostalgia: “Niente è per sempre”

La nostalgia è un sentimento che nasce dalla mancanza di qualcosa che non c’è più e a cui si vorrebbe far ritorno. La memoria nostalgica scatena una tempesta di emozioni che talvolta vorremmo allontanare o eliminare del tutto. Questo istinto di allontanare le emozioni scaturisce da una società che non ammette pause e fragilità ma diversamente da quello che si pensa le persone nostalgiche sono le più forti perchè capaci di ripercorrere il passato ed imparare da esso. Non c’è nulla di più importante che affrontare le proprie emozioni per crescere e andare avanti comme afferama anche Borgna Eugenio nell’estratto “La nostalgia ferita”. Lui dichiara che non si può non avere nostalgia se si vuole conoscere la propria ineriorità e non gli si può dare torto sopratutto perchè la storia è piena di grandi autori e pensatori nostalgici. Tra questi tornano sicuramente alla mente Manzoni e Svevo. In Manzoni la nostalgia la ritroviamo nell’addio ai monti di Lucia; si tratta di un monologo interiore del romanzo i Promessi Sposi dove Lucia è costretta , insieme a Renzo e la madre Agnese , a lasciare la propria casa dopo che il matrimomio segreto è fallito e i Bravi hanno cercato di rapirla. Lucia su una barca solo qualche minuto dopo ,al vedere allontanarsi la sua terra, scoppia in lacrime. Anche oggi accade che molti come lei siano costretti ad abbandonare la propria terra natia per i motivi più disparati e questi ricordi servono come ponte tra passato e presente per ricordasi ciò che si era e crearsi un futuro che non debba diventare  un passato nostalgico . Di un altro tipo di nostalgia parla Svevo che scrive di Zeno un personaggio molto controverso che nell’ultimo capitolo della sua autobiografia racconta del ricordo di amore ed odio nei confronti del padre che una volta morto non potrà più incolpare per la sua inettitudine . Il ricordo nostalgico diviene, perciò, un momento di crescita interiore e di presa di consapevolezza. Abbiamo parlato della nostalgia per la mancanza di una terra o di una persona ma esistono altre sfumature come la mancanza di un profumo , di una sensazione o anche di un momento. La nostalgia ti lascia con l’amarezza in bocca e un sorriso a fior di labbra. L’amarezza per un passato a cui si vorrebbe far ritorno e un presente forse insoddisfacente. Il sorriso per la speranza di un futuro che ancora puoi cambiare e migliorare. Dobbiamo abbandonarci ai ricordi ma senza ancorarci al passato.

Aurora

Un binomio complesso

La vicenda di Galilei , costretto a dire di non vedere ciò che in realtà vedeva
porta a riflettere su un problema ancora oggi di grande attualità , scienza e potere. Galieli fu costretto ad abiurare le proprie tesi perchè andavano contro i dogmi della chiesa . Se non l’avesse fatto sarebbe stato incarcerato a vita , perciò , non si può biasimare la decisione , volta alla protezione della sua ricerca e non contro ad essa come si potrebbe presumere. Grazie all’abiura la pena è stata commutata in domicilio coatto e così ha potuto continuare i suoi studi ad Arcetri. Allo stesso tempo però non conta solo l’attività di ricerca svolta dallo scienziato , ma anche la sua capacità , di opporsi ai sopprusi perpetrati dai potenti come viene detto nella : “vita di Galilei ” di Brecht e così ha fatto , prima pubblicando il “saggiatore” opera polemica contro le opinioni del copernicanesimo. Galilei si oppose alla tradizione artistotelica della chiesa, senza neanche porsi il problema delle conseguenze teologiche delle sue scoperte. Si può notare , infatti, cime nel ” siderus nuncius ” dove vengono esposte nuove tesi ( dopo l’invenzione del cannochiale) il problema fra scienza e fede non viene neanche menzionato.Lo scienziato di conseguenza si troverà a fare i conti con il potere , della chiesa romana , che lo costrinse a divulgare le proprie tesi come ipotesi matematica ,anche se, come sosterrà Galilei , il libro della natura e la Bibbia rivelano la stessa verità , utilizzando soltanto due linguaggi differenti. Anche oggi da parte dello stato o della chiesa la scienza viene sottomessa ad abusi di potere da una parte non ricevendo finanzimenti adeguati per ricerche importanti e dall’altra parte da un punto di vista moralista . Per concludere il ragionamento, Galilei distinse tra due verità : la verità di fede e la verità di scienza . La prima non ha bisogno di essere dimostrata e per crederci basta la fede . Per la seconda , invece, occorrono dimostrazioni ed è una verità relativa, non assoluta, come la prima , e così inventò il metodo sperimentale. Galielei puntò per la prima volta il cannocchale verso il cielo, scoprendo le macchie solari , le irregolarità sulla superificie della luna e l’eliocentro ( teoria secondo cui è la terra che gira intorno al sole) . Però gli uomini ottusi del suo tempo si rifiutarono di guardare dal cannocchiale e sostenendo fino all’ultimo l’ipse dixit.

Il resto è storia.

Katrine Petrova

The Originals

C’era una volta la famiglia Mikaleson…

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Lui era considerato il peggiore di tutti , rabbioso, crudele e senza scrupoli ma aveva un lato quello umano che soltanto il fratello più grande riusciva , a volte , a tenere a bada.

Si chiamava KLAUS MIKAELSON

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Uno dei personaggi migliori di sempre che nonostante sia un cattivo sotto tutti gli aspetti ha saputo farsi amare perchè è la sua storia che lo ha portato ad essere quello che è e ci ha portati tutti in emaptia con lui. Non sarebbe mai stato crudele se il padre non l’avesse più volte torturato , malmenato e beffeggiato di fronte ai suoi fratelli insultandolo di essere solo un bastardo. E non lo sarebbe mai stato se avesse avuto una madre che li accettasse per quello che erano diventati e non li vedesse come un terribile errore. Ha sempre cercato di proteggere la propria famiglia , i propri fratelli anche nei modi peggiori torturandoli a loro volta . C’è sempre stato un odio e un amore profondo che li univa . E nel suo animo esisteva clemenza , fascino , arte e voleva bene anche se non sapeva come espimerlo . Per i prorpi fratelli avrebbe sacrificato tutto e pure se stesso . Per questo motivo noi amiamo Klaus miakelson perchè tutti vorrebbero un uomo come lui al nostro fianco sia che sia il nostro amante , amico o fratello. Inoltre lui è il potere in unica forma di ibrido lupo e vampiro in una cosa sola temuto da tutti e amato da pochi. Finalmente una luce si intravede quando dopo una notte di passione con la lupacchiotta Hayley da cui nascerà la loro bambina Hope perchè si è la speranza per la sua redenzione e per la riappacificazione con la propria famiglia.

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Hayley

Avrà questa bambina per cui darà tutto se stesso per proteggerla tanto da arrivare a separarsene ma la amerà con tutto se stesso e finalmente lo saprà anche esprimere , per quanto sarebbe stato bello avere più scene tra loro due forse è stato meglio così per renderle ancora più belle ed intense . Questo suo amore lo porterà a riavvicinare la propria famiglia ma decreterà anche la propria fine e per una volta metterà da parte se stesso per qualcun’altro.

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Hope & Klaus

Nella sua vita ha avuto due amori importanti ed entrambi gli ha persi ma per quel pocho di tempo che noi tutti abbiamo visto è stato un gentiluomo,simpatico e affascinante ci ha fatte innamorare tutti con il suo sorriso. E anche se grazie a quella stronza della Plac non abbiamo avuto il nostro Klamilla o Klaroline lui sarà sempre nei nostri ricordi .

Non basterebbero le parole per descriverlo ma ci basta uno sguardo per amarlo e affascinarci perchè alla fine non piacciono a nessuno i bravi ragazzi.

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E subito dopo di lui chi potrebbe venire se non il suo fratellone

ELIJAH MIKAELSON

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Oh si , c’è lo ricordiamo tutti cosa ci ha colpito di lui fino al primo momento … l’eleganza, il portamento , il fascino e la sicurezza . Ma difronte a questo mure di certezze dietro si nasconde un enorme porta rossa che si porta dietro con tutti i misfatti che la vita da immortale gli ha portato e questo ci fa capire che come ha sempre aiutato Klaus nella sua redezione lui stesso ha bisgono di lui , si equivalgono senza uno non esiste l’altro. Ed è bellissimo questo loro rapporto che non è morboso come si potrebbe pensare ma è fatto da una storia che si portano dietro.è un uomo nobile ma con tante tenebre attorno che si innamora di una lupa di nome Hayley ma che il suo passato gli impedisce di essere felice con lei e così fa quello che sa fare meglio proteggerla e sostenerla come ha sempre cercato di proteggere e sostenere ed unire la propria famiglia in quella promessa che secoli orsono si erano fatti.Noi lo amiamo nonostante tutto e ci rimarrà dentro con il suo portamento e dopotutto si è guadagnato il nostro rispetto.

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Oh si noi non possiamo non guardarlo e non esserne orgogliose e anche un pò tristi perchè non ha mai avuto la felicità che meritava ma allo stesso tempo accettiamo la sua dipartita abbracciato al fratello in un ultima straziante e agonizzante scena da strapparci il cuore.

Poi abbiamo lei perchè c’è sempre una lei

REBEKAH MIKAELSON

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Oh si lei subito può sembrare antipatica e smorfiosetta ma alla fine quando la inizi a conoscere e conosci tutto quello che il nostro amato klaus gli ha fatto passare impedendole una vita felice con l’uomo che amava e impalettata talmente tante volte da non ricordarne il numero allora si la capisci perchè come tutti loro non l’ha scelto lei , voleva solo essere normale, umana e soprattutto avere una famiglia con dei bambini propri perchè l’immortalità senza nessuno è solo la più grande punizione che ci possa essere. Ma nonostante tutto è sempre stata fedele alla propria famiglia è a perdonato klaus standogli sempre vicino  nel bene e nel male.  Ha rispettato il loro sempre e per sempre . Un patto più che una promessa di esserci sempre l’uno per l’altro Noi la adoriamo per il suo caratterino sfacciato e la sua dolcezza disarmante e klaus sapeva che era l’unica persona  a cui avrebbe potuto affidare la propria figlia e non c’è gesto di fiducia e di amore più grande che fidarsi di una persona dimostrandoglielo. Anche il suo rapporto con Elijah era molto forte , era la sua roccia colui da cui andare per trovare sostegno e l’ultima scena deve essere stata straziante non uno ma ben due fratelli ha dovuto abbandonare in una notte sola e per questo ha avuto pure la possibiltà di realizzare il suo più grande sogno di essere libera dall’immortalità e coronare il suo amore per Marcel. Non ci dimenticheremo molto presto di questa donna bionda e forte. Lei ha sempre creduto in loro e nel sempre e per sempre!

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E non ci dimentichiamo nemmeno di un altro fratello …

KOL MIKAELSON

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Lui io non ricordo se lo amato dal primo momento ma credo proprio di si perchè è sempre stato un pò riluttane a rimanere per sempre legato alla famiglia piena di problemi in cui si ritrovava ed era tra i più ribelli dei propri fratelli tanto da meritare una storia a parte per lui . Non c’è stato molto ma per quelo poco che abbiamo visto è stato un grande . Da una parte voleva annientare la propria famiglia ma alla fine ha sempre saputo che gli voleva bene e nonostante tutto non avrebbe mai fatto loro del male . Amiamo il suo sguardo , il fascino tipico dei mikaleson e la sua grande bravura da sciamano perchè non si può dire che non sia intelligente e anche sexy . Il lieto fine per qualcuno è arrivato ha trovato la sua anima gemella e seppure mortale la streghetta Davina lo ha reso un uomo buono e si merita tutto questo ! Noi lo amiamo per i suoi modi burberi per le sue battutine sempre pronte e per il suo sguardo smagliante . E ci ricorderemo anche dell’ultimo abbraccio con i suoi due fratelli che lo hanno amato e che ha amato più di ogni altra cosa. Ha avuto ben due faccie ed entrambe ci hanno conquistato questo  dimostra la sua grande importanza e il  coraggio di andare contro la strega più potente di tutti per amore e fedeltà e anche quando è morto tutti hanno combattuto per riaverlo indietro e così è stato. E noi finalmente una gioia!

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Nel corso della storia abbiamo ritrovato anche una sorella , la primogenita che in molti credevano morta ma in realtà aveva avuto una sorte peggiore della loro e come stregha era stata rapita e istruita dalla sorella carogna della madre. In un primo momento sembrava un intrusa e non la vedevamo di buon occhio anche perchè era potente e con le capacità di abbatterli tutti ma alla fine non lo fece perchè quello che voleva era solo ritrovare la propria famiglia e si dimostrò una vera mikaelson . Gli ha aiutati più volte , mettendosi in secondo piano per il sempre e per sempre e per questo motivo l’hanno subito amata ed accettata e anche noi non abbiamo potuto farne a meno. Parlo di

FREYA MIKAELSON

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Un altro fratello esiste che però è morto prima di conoscerlo meglio ed ha portato a molte sofferenze e purtroppo ne esiste ancora un altro Finn a cui non degnerò parole in più per descrivere quanto sia stato viscido ma da una parte ha avuto il lavaggio del cervello della madre e non ha mai saputo accettare ciò che era e ciò che erano perciò RIP .

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Finn Mikaelson

Noi li abbiamo amati ed è stato straziante veder finire così 5 anni accanto a loro e perchè siamo così legati? Perchè tutti abbiamo famiglie tormentate e i nostri problemi chi più di altri e a volte le famiglie ti deludono e non sono come le vorresti tu ma le accetti comunque e loro mandano questo messaggio la FAMIGLIA prima di ogni cosa e tutti vorremmo una famiglia come la loro non perchè siamo masochisti ma perchè nonostante tutto si sono perdonati e sono andati avanti e sanno che farebbero ognuno qualsiasi cosa per l’altro e noi li ricorderemo sempre così …

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ALWAYS AND FOREVER

 

Windows movie maker

Hy guys,

Oggi ho sperimentato qualcosa di nuovo e sono entrata goffamente ma indenne nel giro dei montaggi video, ovviamente ho dovuto imparare tutto sul programma ma non è stato difficile questione di qualche minuto.

Il brutto è che ho scaricato un programma vecchio che non mi permette di caricare video mp4 ma solo mp2 e questo è un vero peccato ma credo sia l’ultima versione disponibile e sia stato sostituito da altri programmi più avanzati e moderni sia nella composizione fisica che estetica perciò non ve lo conisglio ma vi dico che è molto interessarsi creare ciò che si vuole come lo si vuole con musica, giochi visivi foto o video che si vogliono. Le mie risorse come ho detto sono state limitate e perciò anche il prodotto finale non per questo però non ho capito il duro lavoro che un video maker deve sostenere , a partire dalla musica , dalle foto giuste al minuto giusto , dalle frasi giuste nel posto giusto e far rientrare tutto in dei minuti prestabiliti e riaggiustare ancora, ancora e ancora. Però devo dire che se potrebbe sembrare una rotta da una parte è anche divertente creare dal nulla un qualcosa anche se non stratosferico ma fatto da te.

Per sprigionare la fanstasia e la pazienza direi che è uno dei modi migliori sia per regali che per lavoro.

Purtroppo a causa del mio piano wordpress NON PREMIUM non posso farvi vedere il risultato del mio lavoro però posso descriverlo: sfondo musicale:  thousand years e immagini della bellissima serie gangster dei Peacky Blinders ( a cui presto dedicherò un articolo per forza!)con quegli abiti anni 20 che pur non volendo sono estreamente eleganti e sexy e danno quell’atmosfera calda e fredda quasi di un mondo mistico . Ogni fotogramma a mia scelta aveva delle animazioni  e ad alcune immagini (per rispettare gli anni)  ho applicato un filtro di invecchiamento molto retrò ma tresh allo stesso tempo.

Spero di essere stata abbastanza esaudiente in caso contrario cercherò qualche scappatoia per postare video su wordpress e ve li pubblicherò prossimamente ma non prometto niente



 

Katrine Petrova

The fight has begun

Tutto inizia sempre con una piccola battaglia e una piccola vittoria o sconfitta.

Ti sembra difficile il primo giorno , la prima volta  sei spaventato , sconcertato , incuriosito , timoroso e come una favola che si rispetti si hanno le prime peripezie ma ancora è niente.

Finito il primo capitolo inizi a pensare di aver capito i meccanismi e ti sei fatto un’idea della storia e ti dici ” Cavolo si è stata dura ma c’è l’ho fatta peggio non potrà andare”

Superato il secondo capitolo provi quasi soglievo a pensare che è andata anche meglio di quanto immaginavi e nonostante tutto sei disposto a stare alle regole e continuare a giocare.

Il terzo capitolo diventa pesante tutto prende una svolta che non ti saresti aspettato i volti cambiando e anche le idee , le percezioni si fanno più intense e incominci a chiederti che cosa sia cambiato ma tu sai cos’è.

Il quarto capitolo credevi che non l’avresti  raggiunto eppure nonostante le maschere, gli insulti , gli sputi infaccia, le coltellate , i pianti, il sangue … Hai raggiunto anche stavolta l’obbiettivo e all’estremo delle forze accenni un sorriso .Arrivato a questo punto non ci devono essere incertezze e insicurezze. Ormai sai veramente quali sono le regole del grande gioco e non puoi sottrartene e non puoi commettere fallo o ci stai o vieni risucchiato nell’ombra. Ed è ora che inizia a capire che è questa la realtà ed ora che inizii a giocare seriamente , che sai quali sono le tue carte e sta solo a te sapere come sfruttarle al meglio. Devi costringerti ad alazare la testa e come un gladiatore in doppio petto affrontarli tutti e stenderli uno ad uno . Perchè Morte tua Vita mia questa è l’unica vera regola non detta.

A questo punto il quinto capitolo sta a te scriverlo , sta a te muovere i fili e alla fine la colpa non sarà più riversata sugli altri ma ci sarà un solo responsabile. Piangi, ridi , soffoca, urla , arrabbiati prima di avere bisogno di farlo. Sii fuoco e tempesta per i tuoi nemici e anche per gli amici . Cammina a testa alta e sappi che ci sarà sempre qualcosa che andrà peggio e se questo sembra un capitolo doloroso e perchè ancora non hai nemmeno visto la copertina degli altri .

Uno solo può essere l’urlo di guerra : ” BUONA FORTUNA E CERCA DI RIMANERE IN VITA!”

The fight has begun


Always and forever,

Katrine Petrova.

 

MITO DI SCILLA E CARIDDI

Scilla e Cariddi: il mito
Scilla
Giovanni Angelo Montorsoli,
(1507 -1563) Museo Nazionale, Messina (Sicilia)
Scilla e Cariddi il mito
Cariddi
Giovanni Angelo Montorsoli
(1507 -1563), Museo Nazionale, Messina (Sicilia)

Nelle storie che ci sono state tramandate si narra che presso l’attuale città di Reggio Calabria, vivesse un tempo la bellissima ninfa Scilla, figlia di Tifone ed Echidna (o secondo altri di Forco e di Crateis).

Scilla e Cariddi: Scilla in una pittura murale del III sec. a.C.
Scilla, Pittura murale, III sec. a.C.

Scilla, cui la natura aveva fatto dono di una incredibile grazia, era solita recarsi presso gli scogli di Zancle, per passeggiare a piedi nudi sulla spiaggia e fare il bagno nelle acque limpide del mar Tirreno. Una sera, mentre era sdraiata sulla sabbia, sentì un rumore provenire dal mare e notò un’onda dirigersi verso di lei. Impietrita dalla paura, vide apparire dai flutti un essere metà uomo e metà pesce dal corpo azzurro con il volto incorniciato da una folta barba verde e i capelli, lunghi sino alle spalle, pieni di frammenti di alghe. Era un dio marino che un tempo era stato un pescatore di nome Glauco che un prodigio aveva trasformato in un essere di natura divina.

Scilla, terrorizzata alla sua vista perchè non capiva di che tipo di creatura si trattasse, si rifugiò sulla vetta di un monte che sorgeva nelle vicinanze. Il dio marino, vista la reazione della ninfa, iniziò a urlarle il suo amore e a raccontarle la sua drammatica storia. Era infatti un tempo Glauco un pescatore della Beozia e precisamente di Antedone, un uomo come tutti gli altri, che trascorreva le sue lunghe giornate a pescare. Un giorno, dopo una pesca più fortunata del solito, aveva disteso le reti ad asciugare su un prato adiacente alla spiaggia, e aveva allineato i pesci sull’erba per contarli quando, appena furono a contatto con l’erba, iniziarono a muoversi, presero vigore, si allinearono in branco come fossero in acqua e saltellando, fecero ritorno al mare.

Glauco, esterrefatto da tale prodigio, non sapeva se pensare a un miracolo o a uno strano capriccio di un dio. Scartando però l’ipotesi che un dio potesse perdere tempo con un umile pescatore come lui, pensò che il fenomeno dipendesse dall’erba e provò a ingoiarne qualche filo. Come l’ebbe mangiata, sentì un nuovo essere nascere dentro di lui che combatteva la sua natura umana fino trasformarlo in un essere attratto irresistibilmente dall’acqua.

Scilla e Cariddi: Glauco e Scilla
Glauco e Scilla (1580/1582)
Bartholomäus Spranger, Kunst historisches Museum, Vienna (Austria)

Gli dei del mare lo accolsero benevolmente tanto che pregarono Oceano e Teti di liberarlo dalle ultime sembianze di natura umana e terrena e di renderlo un essere divino. Accolta la loro preghiera, Glauco fu trasformato in un dio e dalla vita in giù fu mutato in un pesce.

Ecco come Ovidio (Metamorfosi, XIII, 924 e sgg) narra l’episodio:
«Era un bel prato lì presso la spiaggia, cui parte copriva
L’onda del mare, cingevano parte le tenere erbette,
Che le giovenche cornute non morsero lè quiete
Pecore mai non brucarono nè mai l’irsute caprette.
…Per primo
Sopra quel cespo sedetti seccando le madide nasse;
E, per contarli, sul prato disposi con ordine i pesci
(…)
Tutti quei pesci cominciarono a muoversi al tocco dell’erba,
Guizzano e saltano in terra così come fossero in mare.
Mentre mi indugio e stupisco, lo stuolo di tutti quei pesci
Gittasi dentro nell’onde native e me lascia e la spiaggia.
(…)
Mi meraviglio, rimango perplesso, ne cerco la causa,
se qualche nume abbia fatto il miracolo o il succo dell’erba.
Ma qual’è l’erba così portentosa? Ne velsi un pugnetto
Con una mano e la morsi coi denti. Ma come la gola
Ebbe inghiottito l’incognito succo, sentii trepidarmi
Tosto i precordi e nel petto l’amore di un altro elemento.
Poco potei rimanere sul lido e sclamai: – Vale, terra,
Dove non ritornerò! – e m’immersi col corpo nell’onde.
Gli dei marini degnarsi d’accogliermi come compagno;
Pregar l’Oceano e Teti di tormi la parte mortale.
(…)
Quando rinvenni trovai che del tutto non ero più quello
c’ero già stato pel corpo e che l’animo aveno diverso.
Di verde cupo mi vidi la barba allor tinta la prima
Volta ed i lunghi capelli che strascico sul vasto mare;
Vidi le braccia cerulee e gli omeri fatti stragrandi
E, come cosa di pesce, ricurve le gambe all’estremo».

Scilla, dopo aver ascoltato il racconto di Glauco, noncurante del suo dolore, andò via lasciandolo solo e disperato. Allora Glauco pensò di recarsi all’isola di Eea dove sorgeva il palazzo della maga Circe sperando che potesse fare un sortilegio per far innamorare Scilla di lui. Circe, dopo che Glauco ebbe raccontato il suo amore lo ammonì duramente, ricordandogli che era un dio e pertanto non aveva bisogno di implorare una donna mortale per farsi amare e per dimostrargli quanto lui si sbagliasse a considerarsi sfortunato, gli propose di unirsi a lei. Ma Glauco si rifiutò di tradire il suo amore per Scilla e lo fece in modo così appassionato che Circe, furiosa per essere stata rifiutata a causa di una mortale, decise di vendicarsi.

Scilla e Cariddi: Cariddi in una scultura antica
Cariddi, scultura antica

Non appena Glauco se ne fu andato, preparò un filtro e si recò presso la spiaggia di Zancle, dove Scilla era solita recarsi. Versò il filtro nel mare e ritornò quindi alla sua dimora. Quando Scilla arrivò, accaldata dalla grande afa della giornata, decise di immergersi nelle acque limpide. Ma, dopo essersi bagnata, vide intorno a se mostruose teste di cane, rabbiose e ringhianti. Spaventata cercò di scacciarle ma, una volta fuori dall’acqua, si accorse che quei musi erano attaccati alle sue gambe tramite un lungo collo serpentino. Si rese allora conto che sino alle anche era ancora una ninfa ma dalle anche in giù spuntavano sei teste feroci di cane, ognuna con tre file di denti aguzzi.

Fu tale l’orrore che Scilla ebbe di se stessa che si gettò in mare e prese dimora nella cavità di uno scoglio vicino alla grotta dove abitava Cariddi. Era questa figlia di Forco (o di Poseidone) e di Gea e per avere rubato a Eracle i buoi di Gerione, Zeus la fulminò e la tramutò in un terribile mostro marino (alcuni autori narrano invece che fu uccisa da Eracle stesso, ma fu poi resuscitata da suo padre Forco) destinandola a ingoiare e a rigettare tre volte al giorno l’acqua del mare.

Pianse Glauco la sorte toccata a Scilla e per sempre rimase innamorato dell’immagine di grazia e dolcezza che la ninfa un tempo rappresentava.

Scilla e Cariddi: stretto di Messina

Scilla e Cariddi, entrambe spaventosi mostri marini, erano quindi l’una vicino all’altra a formare quello che le genti moderne chiamano “Lo Stretto di Messina” e mentre Cariddi ingoia e rigetta tre volte al giorno l’acqua del mare creando dei giganteschi vortici, Scilla attenta alla vita dei naviganti con le sue sei teste cercando di ghermire altrettanti marinai.

Ecco la descrizione che Omero fa di Scilla (Odissea, XII, 112 e sgg):

«Scilla ivi alberga, che moleste grida
Di mandar non ristà. La costei voce
Altro non par che un guaiolar perenne
Di lattante cagnuol: ma Scilla è atroce
Mostro, e sino a un dio, che a lei si fesse,
Non mirerebbe in lei senza ribrezzo,
Dodici ha piedi, anteriori tutti,
Sei lunghissimi colli e su ciascuno
Spaventosa una testa, e nelle bocche
Di spessi denti un triplicato giro,
E la morte più amara di ogni dente.
Con la metà di se nell’incavo
Speco profondo ella s’attuffa , e fuori
Sporge le teste, riguardando, intorno,
Se delfini pescar, lupi, o alcun puote
Di Que’ mostri maggior che a mille a mille
Chiude Anfitrite nei suoi gorghi e nutre.
Né mai nocchieri oltrepassaro illesi:
Poichè, quante apre disoneste bocche,
Tanti dal cavo legno uomini invola».

Secondo Virgilio Scilla fu trasformata in un essere che dal petto in su aveva sembianze di donna mentre dal petto in giù aveva sembianze di lupo e di pesce. Narra infatti Virgilio dell’Eneide (III, 681-689):

«Scilla dentro a le sue buie caverne
Stassene insidiando; e con le bocche
De’ suoi mostri voraci, che distese
Tien mai sempre ed aperte, i naviganti
Entro al suo speco a se tragge e trangugna.
Dal mezzo in su la faccia, il collo e ‘l petto
Ha di donna e di vergine; il restante
D’una pistrice, immane, che simili
A’ delfini ha le code, ai lupi il ventre».

Dipinto di Scilla e Cariddi di Fussli
Scilla e Cariddi
Johann Heinrich Füssli, , olio su tela, Kunsthaus Zurich, Zurigo (Svizzera)


A questo giro ho voluto intraprendere strade un pò meno conosciute per dare spazio oltre alla bellezza del passato anche il fascino delle cose nuove

Vostra,
Katrine Petrova

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